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	<title>Teatri Uniti &#187; Mario Martone</title>
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	<description>Napoli</description>
	<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 15:00:35 +0000</pubDate>
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		<title>Rasoi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mario Martone]]></category>

		<category><![CDATA[Teatro - archivio]]></category>

		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

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		<description><![CDATA[II nostro incontro con Enzo Moscato risale a tre anni fa, quando Toni Servillo gli propose di scrivere un testo ispirato al soggiorno napoletano di Giacomo Leopardi: nel lavoro che nacque, l&#8217;atto unico lirico Partitura, emersero due temi che sarebbero stati molto importanti per noi.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2010/02/rasoi3.jpg"></a><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2010/02/rasoi1.jpe"><img class="size-medium wp-image-1194 alignleft" title="rasoi1" src="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2010/02/rasoi1.jpe" alt="" width="200" height="212" /></a>II nostro incontro con Enzo Moscato risale a tre anni fa, quando Toni Servillo gli propose di scrivere un testo ispirato al soggiorno napoletano di Giacomo Leopardi: nel lavoro che nacque, l&#8217;atto unico lirico Partitura, emersero due temi che sarebbero stati molto importanti per noi.<br />
Il primo era lo scontro tra la citta-tribù vagheggiata da Pasolini e quella traumatizzata dei nostri anni, rappresentato da Moscato con un&#8217;opera di infaticabile contaminazione del dialetto. La citta-tribù che un poeta può ancora evocare attraverso canti e racconti non c&#8217;è più, infatti, a Napoli, o piuttosto vi sopravvive in chiazze sempre più esigue, come le tracce di un affresco corroso dal tempo e dall&#8217;umidità. Ma questa città è un luogo immaginario che sopravvive dentro i napoletani (da molti di loro è temuto); è un luogo dell&#8217;anima riluttante ai falsi valori della modernità e indifferente alla sua seduzione. Oggi noi eleggiamo questa città fantasma a nostra patria: un verso di Partitura dedicato alla città dice: &#8220;dulce et decorum est pro patria mori, e i pe te moro&#8221;. Per nessun&#8217;altra.<br />
L&#8217;altro tema era la scrittura di Moscato, sciolta in Partitura da ogni briglia drammaturgica. Scomparsi trama, personaggi e dialoghi, vi risuonavano delle voci libere, rispondenti a un teatro che reclama la scrittura scenica e l&#8217;incarnazione in un corpo consapevole di attore.<br />
Entrambi i temi nutrono questo nostro nuovo incontro con Enzo Moscato. Rasoi è una rapsodia composta di brevi brani inediti, meditazioni e frammenti. Esprime ancora una volta il nostro desiderio di lavorare insieme, uniti in questo caso a un attore-poeta che amiamo.</em></p>
<p style="text-align: right;">Mario Martone</p>
<p><em>I napoletani oggi sono una grande tribù che, anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Boja, vive nel ventre di una grande città di mare. Questa tribù ha deciso -in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte- di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quella che chiamiamo la storia, o altrimenti, la modernità. La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg o nella savana i Boja (o fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto nel cuore della collettività; una negazione fatale contro cui non c&#8217;è niente da fare. Essa dà una profonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente; ma anche una profonda consolazione, perché questo rifiuto, questa negazione alla storia è giusto, è sacrosanto.</em></p>
<p style="text-align: right;">Pier Paolo Pasolini</p>
<p><em><strong>Rasoi<br />
</strong>su testi di</em> Enzo Moscato<br />
<em>regia di</em> Mario Martone <em> e</em>  Toni Servillo<br />
  <br />
<em>interpreti<br />
</em>Gino Curcione<br />
Iaia Forte<br />
Isacco Esposito<br />
Licia Maglietta<br />
Marco Manchisi<br />
Vincenza Modica<br />
Enzo Moscato<br />
Toni Servillo<br />
Tonino Taiuti</p>
<p><em>scene</em> Mario Martone<br />
<em>costumi</em> Metella Raboni<br />
<em>luci </em>Pasquale Mari<br />
<em>suono</em> Daghi Rondanini<br />
<em>accompagnamento al piano</em> Manuela La Manna, Marinella Anaclerio<br />
<em>allestimento scenico</em> Nando Cirelli<br />
<em>aiuto regia</em> Costanza Boccardi<br />
<em>sipario realizzato dal</em> Laboratorio Scen-Art, Napoli<br />
<em>fotografo di scena</em> Cesare Accetta<br />
<em>amministrazione</em> Anna Tramontano<br />
<em>ufficio stampa</em> Sergio Marra</p>
<p><em>una produzione</em> Teatri Uniti<em> a cura di</em>  Angelo Curti</p>
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