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	<title>Teatri Uniti &#187; Toni Servillo</title>
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	<description>Napoli</description>
	<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 15:00:35 +0000</pubDate>
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		<title>Rasoi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[II nostro incontro con Enzo Moscato risale a tre anni fa, quando Toni Servillo gli propose di scrivere un testo ispirato al soggiorno napoletano di Giacomo Leopardi: nel lavoro che nacque, l&#8217;atto unico lirico Partitura, emersero due temi che sarebbero stati molto importanti per noi.
Il primo era lo scontro tra la citta-tribù vagheggiata da Pasolini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2010/02/rasoi3.jpg"></a><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2010/02/rasoi1.jpe"><img class="size-medium wp-image-1194 alignleft" title="rasoi1" src="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2010/02/rasoi1.jpe" alt="" width="200" height="212" /></a>II nostro incontro con Enzo Moscato risale a tre anni fa, quando Toni Servillo gli propose di scrivere un testo ispirato al soggiorno napoletano di Giacomo Leopardi: nel lavoro che nacque, l&#8217;atto unico lirico Partitura, emersero due temi che sarebbero stati molto importanti per noi.<br />
Il primo era lo scontro tra la citta-tribù vagheggiata da Pasolini e quella traumatizzata dei nostri anni, rappresentato da Moscato con un&#8217;opera di infaticabile contaminazione del dialetto. La citta-tribù che un poeta può ancora evocare attraverso canti e racconti non c&#8217;è più, infatti, a Napoli, o piuttosto vi sopravvive in chiazze sempre più esigue, come le tracce di un affresco corroso dal tempo e dall&#8217;umidità. Ma questa città è un luogo immaginario che sopravvive dentro i napoletani (da molti di loro è temuto); è un luogo dell&#8217;anima riluttante ai falsi valori della modernità e indifferente alla sua seduzione. Oggi noi eleggiamo questa città fantasma a nostra patria: un verso di Partitura dedicato alla città dice: &#8220;dulce et decorum est pro patria mori, e i pe te moro&#8221;. Per nessun&#8217;altra.<br />
L&#8217;altro tema era la scrittura di Moscato, sciolta in Partitura da ogni briglia drammaturgica. Scomparsi trama, personaggi e dialoghi, vi risuonavano delle voci libere, rispondenti a un teatro che reclama la scrittura scenica e l&#8217;incarnazione in un corpo consapevole di attore.<br />
Entrambi i temi nutrono questo nostro nuovo incontro con Enzo Moscato. Rasoi è una rapsodia composta di brevi brani inediti, meditazioni e frammenti. Esprime ancora una volta il nostro desiderio di lavorare insieme, uniti in questo caso a un attore-poeta che amiamo.</em></p>
<p style="text-align: right;">Mario Martone</p>
<p><em>I napoletani oggi sono una grande tribù che, anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Boja, vive nel ventre di una grande città di mare. Questa tribù ha deciso -in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte- di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quella che chiamiamo la storia, o altrimenti, la modernità. La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg o nella savana i Boja (o fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto nel cuore della collettività; una negazione fatale contro cui non c&#8217;è niente da fare. Essa dà una profonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente; ma anche una profonda consolazione, perché questo rifiuto, questa negazione alla storia è giusto, è sacrosanto.</em></p>
<p style="text-align: right;">Pier Paolo Pasolini</p>
<p><em><strong>Rasoi<br />
</strong>su testi di</em> Enzo Moscato<br />
<em>regia di</em> Mario Martone <em> e</em>  Toni Servillo<br />
  <br />
<em>interpreti<br />
</em>Gino Curcione<br />
Iaia Forte<br />
Isacco Esposito<br />
Licia Maglietta<br />
Marco Manchisi<br />
Vincenza Modica<br />
Enzo Moscato<br />
Toni Servillo<br />
Tonino Taiuti</p>
<p><em>scene</em> Mario Martone<br />
<em>costumi</em> Metella Raboni<br />
<em>luci </em>Pasquale Mari<br />
<em>suono</em> Daghi Rondanini<br />
<em>accompagnamento al piano</em> Manuela La Manna, Marinella Anaclerio<br />
<em>allestimento scenico</em> Nando Cirelli<br />
<em>aiuto regia</em> Costanza Boccardi<br />
<em>sipario realizzato dal</em> Laboratorio Scen-Art, Napoli<br />
<em>fotografo di scena</em> Cesare Accetta<br />
<em>amministrazione</em> Anna Tramontano<br />
<em>ufficio stampa</em> Sergio Marra</p>
<p><em>una produzione</em> Teatri Uniti<em> a cura di</em>  Angelo Curti</p>
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		<title>Sabato, Domenica e Lunedì</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro - archivio]]></category>

		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

		<category><![CDATA[Sabato Domenica e Lunedì]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono un attore e quasi sempre anche il regista degli spettacoli in cui recito. Per questo motivo dopo aver lavorato intensamente su Moliére (Il misantropo, Tartufo) ora vedo naturale il passaggio a Eduardo: entrambi uniscono nei loro testi, nei loro copioni, parola e gesto in un risultato complessivo che non esclude la regia, ma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2010/02/comp2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1177" title="comp2" src="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2010/02/comp2-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></a>Sono un attore e quasi sempre anche il regista degli spettacoli in cui recito. Per questo motivo dopo aver lavorato intensamente su Moliére (Il misantropo, Tartufo) ora vedo naturale il passaggio a Eduardo: entrambi uniscono nei loro testi, nei loro copioni, parola e gesto in un risultato complessivo che non esclude la regia, ma la comprende.<br />
Eduardo è l’autore italiano che con maggior efficacia, all’interno del suo meccanismo drammaturgico, favorisce l’incontro e non la separazione tra testo e messa in scena. Affrontare le sue opere significa insinuarsi in quell’equilibrio instabile tra scrittura e oralità che rende ambiguo e sempre sorprendente il suo teatro. Seguendo con umiltà il suo insegnamento cerco nel mio lavoro di non far mai prevalere il testo sull’interpretazione, l’interpretazione sul testo, la regia sul testo e sull’interpretazione. Il profondo spazio silenzioso che c’è fra il testo, gli interpreti ed il pubblico va riempito di senso sera per sera sul palcoscenico, replica dopo replica.<br />
Ho scelto Sabato Domenica e Lunedì perché Eduardo qui si occupa di una grande famiglia napoletana dove convivono tre diverse generazioni in un momento storico cruciale: gli albori del boom economico che imponeva in Italia un nuovo e improvviso modello di sviluppo, determinando l’affacciarsi di nuovi desideri e nuove mode, capaci di creare da una parte euforia, dall’altra un senso di confusione e di disagio per tutti. Un rivolgimento sociale e culturale che ha profondamente segnato e tuttora influenza la storia, i destini, le idee ed i costumi del nostro paese.</em></p>
<p>       </p>
<p style="text-align: right;">Toni  Servillo</p>
<p><em><strong>Sabato, Domenica e Lunedì</strong></em><br />
<em>di </em>Eduardo De Filippo<br />
<em>regia</em> Toni Servillo</p>
<p><em>con</em><br />
Anna Bonaiuto<br />
Alessandra D’Elia<br />
Toni Servillo<br />
Roberto De Francesco<br />
Enrico Ianniello<br />
Gigio Morra<br />
Monica Nappo<br />
Betty Pedrazzi<br />
Tony Laudadio<br />
Marcello Romolo<br />
Francesco Silvestri<br />
Mariella Lo Sardo<br />
Pierluigi Tortora<br />
Salvatore Cantalupo<br />
Ginestra Paladino<br />
Antonello Cossia<br />
Antonio Marfella</p>
<p><em>scene</em> Toni Servillo, Daniele Spisa <br />
<em>costumi</em> Ortensia De Francesco<br />
<em>luci</em> Pasquale Mari <br />
<em>suono</em> Daghi Rondanini <br />
<em>aiuto regia</em> Francesco Saponaro<br />
<em>direzione tecnica</em> Lello Becchimanzi <br />
<em>direzione di scena</em> Teresa Cibelli</p>
<p><em>una produzione</em> Teatri Uniti <em>e</em> Teatro Stabile dell&#8217;Umbira</p>
<p><strong><div class="ngg-galleryoverview"><div class="slideshowlink"><a class="slideshowlink" href="/category/teatro-archivio/servillo/feed/?show=gallery">[Show picture list]</a></div>
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		<title>Le false confidenze</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 16:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro - archivio]]></category>

		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

		<category><![CDATA[Andrea Renzi]]></category>

		<category><![CDATA[Anna Bonaiuto]]></category>

		<category><![CDATA[Tony Laudadio]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’amore ostacolato dall’interesse, dagli intrighi, soffocato dal denaro: è questo l’argomento più che mai attuale di questa bellissima commedia. Ma l’attualità evidentemente non è il solo motivo che mi ha spinto ad affrontarla, è la modernità del suo linguaggio ad avermi affascinato in modo irresistibile. Tutto è detto in maniera semplice, chiara, diretta, ma questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/04/locand_falseconfidenze_l.jpg"></a><em><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/04/locandina1.jpg"></a><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/04/locand_falseconfidenze_l1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-592" title="locand_falseconfidenze_l1" src="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/04/locand_falseconfidenze_l1-150x300.jpg" alt="" width="150" height="300" /></a>L’amore ostacolato dall’interesse, dagli intrighi, soffocato dal denaro: è questo l’argomento più che mai attuale di questa bellissima commedia. Ma l’attualità evidentemente non è il solo motivo che mi ha spinto ad affrontarla, è la modernità del suo linguaggio ad avermi affascinato in modo irresistibile. Tutto è detto in maniera semplice, chiara, diretta, ma questa limpidità corrispondono spesso zone oscure, torbide, ambigue, che creano intoppo alla vicenda una atmosfera fatta di attese e di trepidazione.<br />
Proprio quando i personaggi sembrano affidarsi con più disinvoltura alle parole, emerge ciò che non dicono o tentano di nascondere; alludono continuamente, e questo fa si che i silenzi, le interruzioni, le pause diventino più espressive di qualsiasi discorso. Alla commedia di parole se ne affianca una fatta di comportamenti, reazioni, volti, sguardi. L’adattamento del testo allora si è svolto proprio in questa direzione: porzioni di dialogo o brevi scene, li ho interpretati come fossero didascalie che mi aiutassero ad orientarmi nelle pieghe più silenziose del testo.<br />
Naturalmente la verifica di tutto ciò sta nel lavoro con gli attori; e del resto Marivaux lo sapeva bene quando affidava i suoi testi ai comici italiani di stanza a Parigi: a loro chiedeva di risollecitarli partendo proprio dalle improvvisazioni in palcoscenico. Come sempre è li che si gioca la partita.</em></p>
<p style="text-align: right;">Toni Servillo</p>
<p><em><strong>Le false confidenze<br />
</strong>di</em> Marivaux<br />
<em>traduzione</em> Cesare Garboli</p>
<p><em>regia</em> Toni Servillo</p>
<p><em>Araminte</em> Anna Bonaiuto<br />
<em>Dorante</em> Andrea Renzi<br />
<em>Signor Remy</em> Mario Scarpetta<br />
<em>Signora Argante</em> Annamaria Ackermann<br />
<em>Arlecchino</em> Tony Laudadio<br />
<em>Dubois</em> Toni Servillo<br />
<em>Marton</em> Monica Nappo<br />
<em>il conte</em> Francesco Silvestri<br />
<em>un garzone di bottega</em> Enrico Ianniello</p>
<p><em>luci<br />
</em>Pasquale Mari<br />
<em>suono</em><br />
Daghi Rondanini<br />
<em>costumi<br />
</em>Ortensia De Francesco<br />
<em>progetto scenotecnico</em><br />
Daniele Spisa<br />
<em>aiuto regia</em><br />
Costanza Boccardi<br />
<em>direzione tecnica</em><br />
Lello Becchimanzi<br />
<em>direzione di scena</em><br />
Teresa Cibelli<br />
<em>capo elettricista</em><br />
Lucio Sabatino<br />
<em>macchinista costruttore</em><br />
Edoardo Ridi<br />
<em>oggetti di scena</em><br />
Angelita Borgheresi<br />
<em>sarta<br />
</em>Paola De Luca<br />
<em>ufficio stampa</em><br />
Sergio Marra<br />
<em>foto di scena</em><br />
Monica Biancardi<br />
 <br />
<em>una produzione</em> Teatri Uniti <em>a cura di</em> Angelo Curti <em>in collaborazione con </em>E.A.R. Teatro di Messina</p>
<p><strong><div class="ngg-galleryoverview"><div class="slideshowlink"><a class="slideshowlink" href="/category/teatro-archivio/servillo/feed/?show=gallery">[Show picture list]</a></div>
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		<title>Zingari</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2000 21:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imma</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro - archivio]]></category>

		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

		<category><![CDATA[Raffaele Viviani]]></category>

		<category><![CDATA[Tony Laudadio]]></category>

		<category><![CDATA[Zingari]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sembra che con Zingari Viviani decida che la realtà da lui conosciuta e sondata fino in fondo nei lavori precedenti non gli basti più. Si fa visionario per un atto di ribellione alla realtà stessa che gli si presenta troppo limitata e quindi addirittura irreale.
E&#8217; singolare che questa evasione dalla realtà, dal mondo così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/03/zingari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-336" title="zingari" src="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/03/zingari-154x300.jpg" alt="" width="154" height="300" /></a><em>Mi sembra che con Zingari Viviani decida che la realtà da lui conosciuta e sondata fino in fondo nei lavori precedenti non gli basti più. Si fa visionario per un atto di ribellione alla realtà stessa che gli si presenta troppo limitata e quindi addirittura irreale.<br />
E&#8217; singolare che questa evasione dalla realtà, dal mondo così com&#8217;è, ci venga dal cantore della Napoli sottoproletaria, plebea, con tutto il suo universo di comportamenti e superstizioni. Il Viviani &#8220;realista&#8221; qui si impadronisce della nostra immaginazione e ci tiene come in uno stato di ipnosi, e per fare ciò decide di occuparsi di un gruppo emarginato di zingari con le loro magie e fatture. Un gruppo, si badi bene, di nomadi dediti alla stregoneria, ma pur sempre un gruppo di poveri cristi!<br />
Mettere in scena Viviani significa per me, per gli attori e per i collaboratori tutti di questo spettacolo, dare rilievo ai corpi e allo stesso luogo fisico del teatro, guardando alla tradizione non in termini di vuota maniera ma come ad una forma che resiste nel tempo se è nutrita di contenuti attuali, che ci parlino del presente per come è.</em></p>
<p style="text-align: right;">Toni Servillo</p>
<p><em><strong>Zingari<br />
</strong>di </em>Raffele Viviani<br />
<em>scene e regia</em> Toni Servillo</p>
<p>in ordine di apparizione</p>
<p>Tonino Taiuti <em>&#8216;o figlio d&#8217; &#8216;a Madonna</em><br />
Toni Servillo <em>&#8216;o Diavulone, capo tribù</em><br />
Maurizio Bizzi <em>&#8216;o Guaglione<br />
</em>Anna Romano <em>Palomma<br />
</em>Mariella Lo Sardo <em>&#8216;a Tatuata<br />
</em>Gino Corcione <em>Pupella<br />
</em>Lucia Ragni <em>&#8216;a Fattucchiara</em><br />
Riccardo Zinna <em>Guarracino<br />
</em>Iaia Forte <em>Marella<br />
</em>Toni Laudadio <em>il Medico<br />
</em><em></em></p>
<p><em>costumi<br />
</em>Ortensia De Francesco<br />
<em>interventi pittorici</em><br />
Lino Fiorito<br />
<em>luci<br />
</em>Pasquale Mari<br />
<em>suono<br />
</em>Daghi Rondanini<br />
<em>aiuto regia<br />
</em>Costanza Boccardi<br />
<em>direzione tecnica</em><br />
Lello Becchimanzi<br />
<em>allestimento scenico<br />
</em>Maria Izzo, Gigi Mattiazzi    <br />
<em>capo elettricista</em><br />
Gigi Sabatino<br />
<em>ufficio stampa</em><br />
Sergio Marra<br />
Chiara Bachetti<br />
<em>foto di scena</em><br />
Cesare Accetta, Aessandra D&#8217;Elia, Tilde De Tullio<br />
<em></em></p>
<p><em>una coproduzione</em> Teatri Uniti CRT, Centro di Ricerca per il Teatro<br />
<em>a cura di</em> Angelo Curti</p>
<p>Prime rappresentazioni<br />
Napoli, 7 ottobre 1993, Galleria Toledo<br />
Milano, 28 ottobre 1993, Teatro della 14.a</p>
<p><em>immagine di</em><br />
Vincenzo Gemito <em>Ritratto di Anna Gemito</em> (da un disegno lacerato)<br />
Collezione Minozzi</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il misantropo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2000 20:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imma</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro - archivio]]></category>

		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

		<category><![CDATA[Andrea Renzi]]></category>

		<category><![CDATA[Enrico Ianniello]]></category>

		<category><![CDATA[Misantropo]]></category>

		<category><![CDATA[Molier]]></category>

		<category><![CDATA[Tony Laudadio]]></category>

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		<description><![CDATA[Viviamo in un&#8217;epoca in cui la scelta sta tra il peggio e il meno peggio. E la stessa epoca in cui si trovava a vivere Moliere, ed è lo stesso problema di fronte al quale si mette Alceste.
Cosa scegliere? Da che parte stare? Come comportarsi? Come reagire?
Alceste vorrebbe rifiutare quest&#8217;epoca, questo mondo, ma alle sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/03/ilmisantropo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-327" title="ilmisantropo" src="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/03/ilmisantropo-147x300.jpg" alt="" width="147" height="300" /></a><em>Viviamo in un&#8217;epoca in cui la scelta sta tra il peggio e il meno peggio. E la stessa epoca in cui si trovava a vivere Moliere, ed è lo stesso problema di fronte al quale si mette Alceste.<br />
Cosa scegliere? Da che parte stare? Come comportarsi? Come reagire?<br />
Alceste vorrebbe rifiutare quest&#8217;epoca, questo mondo, ma alle sue spalle e di fronte ne scorge forse uno migliore?<br />
E come se non bastasse, in questa confusione di interrogativi, l&#8217;amore appassionato, il desiderio irresistibile per Célimène che tra questi interrogativi sembra scivolare o addirittura danzare.<br />
Chi è più sincero con se stesso, Alceste nella sua scelta di abbandonare il mondo per la solitudine, o Célimène che decide di stare al gioco di questo mondo con l&#8217;entusiasmo della giovinezza e la voglia di vivere?<br />
Molière sospende il giudizio, non ci consegna una risposta, e per questo la conclusione del testo appare così a mezz&#8217;aria.<br />
Per questo motivo abbiamo voluto una messinscena essenziale, proponendo il testo quasi come si esegue uno spartito musicale alla prima lettura; in questo modo mi sembra che si sottolinei con più forza la sospensione tragica di questa bellissima commedia e con maggiore efficacia si ripropongano ancora oggi quegli interrogativi.</em></p>
<p style="text-align: right;">Toni Servillo</p>
<p><strong><em>Il misantropo<br />
</em></strong>di Molière<br />
<em>traduzione di</em> Cesare Garboli</p>
<p><em>scene e regia di</em> Toni Servillo</p>
<p><em>Alceste </em>Roberto De Francesco<br />
<em>Filinto </em>Andrea Renzi<br />
<em>Oronte </em>Toni Servillo<br />
<em>Célimène </em>Iaia Forte<br />
<em>Eliante </em>Isabella Carloni<br />
<em>Arsinoè </em>Mariella Lo Sardo<br />
<em>Acaste </em>Toni Laudadio<br />
<em>Clitandro </em>Enrico Ianniello<br />
<em>Du Bois </em>Dini Abbrescia</p>
<p><em>luci </em>Pasquale Mari<br />
<em>costumi </em>Ortensia De Francesco<br />
<em>aiuto regia </em>Marinella Anaclerio<br />
<em>progetto scenotecnico </em>Daniele Spisa<br />
<em>direzione tecnica </em>Angelita Borgheresi<br />
<em>capo elettricista </em>Lucio Sabatino<br />
<em>capo macchinista </em>Lorenzo Pazzagli<br />
<em>sarta </em>Teresa Ribattezzato<br />
<em>organizzazione </em>Lello Becchimanzi<br />
<em>ufficio stampa </em>Sergio Marra<br />
<em>fotografo di scena </em>Cesare Accetta<br />
<em></em></p>
<p><em>una produzione</em> Teatri Uniti <em>a cura di</em> Angelo Curti</p>
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		<title>L&#8217;uomo dal fiore in bocca</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2000 20:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imma</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro - archivio]]></category>

		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì. Ricordo vagamente. Qualcuno tempo fa, forse un vecchio attore, deve avermi raccontato la desolazione che fa un palcoscenico dopo una rappresentazione o dopo una prova. Gli attori se ne vanno, uno alla volta, lo abbandonano nella solitudine. Non ricordo se qualcuno me lo ha raccontato né se lo ha letto da qualche parte.
In questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/03/luomodalfiorehome.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-319" title="luomodalfiorehome" src="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/03/luomodalfiorehome.jpg" alt="" width="169" height="80" /></a><em>Sì. Ricordo vagamente. Qualcuno tempo fa, forse un vecchio attore, deve avermi raccontato la desolazione che fa un palcoscenico dopo una rappresentazione o dopo una prova. Gli attori se ne vanno, uno alla volta, lo abbandonano nella solitudine. Non ricordo se qualcuno me lo ha raccontato né se lo ha letto da qualche parte.</em></p>
<p><em>In questo momento involontariamente sto pensando a questo, perche sono qua, alla ribalta, accanto al tavolino e a qualche sedia, dopo le prove. Sono stanco. E&#8217; veramente desolante un palcoscenico vuoto. Cantinelle, spezzati, fianchi di scene; una stufa, fogli di copione, vernice&#8230;ciao! a domani!&#8230;</em></p>
<p><em><span id="more-318"></span>Dietro un gruppo di cantinelle mi accorgo di un vuoto, una è caduta e ha lasciato un buco fra le altre che si muovono come se dietro di loro vi fosse qualcuno che le spingesse per farsi largo e uscirne.</em></p>
<p><em>Ma allora si muovono? Davvero?</em></p>
<p><em>Mi avvicino per guardare meglio e fra lo spazio buio delle cantinelle vedo quattro occhi che mi fissano: &#8220;Ma allora siete voi? Tutti e due insieme? Qua? Per rimproverarmi? E voi, direttore, perché siete truccato come zi&#8217; Nicola? E il Maestro dietro di voi, come il vecchio Dio? Ma vi prego, sedete qui, accanto a me, al tavolino. Onoratemi della vostra benevolenza. Aiutatemi a staccare la realtà dalla finzione!&#8221;</em></p>
<p><em>Una sera del 1979 sul manifesto del Teatro San Ferdinando era annunziato un doppio spettacolo: &#8220;Il berretto a sonagli&#8221; e &#8220;Sik-Sik l&#8217;artefice magico&#8221;. Avevo poche lire in tasca e una gran voglia di sentire i lavori. Ero in compagnia di alcuni carissimi amici, giovani, tutti della mia stessa età, tutti illusi e orgogliosi di essere al centro dell&#8217;attenzione teatrale in quel momento; ma intimamente desiderosi di assistere a quegli spettacoli. Il teatro era gremito. C&#8217;erano solo alcuni posti in galleria. Facemmo una colletta ed entrammo. Fu una serata indimenticabile. La gente nei corridoi discuteva del grande attore e del grande autore, e oggi so che il grande attore è il grande autore. Ancora oggi sento nel cuore la malinconia che mi lasciò la certezza di non potervi mai conoscere personalmente.Anni dopo ho lavorato, con nuovi compagni carissimi tutti ancora della mia stessa età, sulle tracce del grande attore, ed oggi, sempre con quei coetanei, sulle tracce del grande autore.</em></p>
<p><em>&#8220;E ora siete qua? Vivi? Creati dalla mia immaginazione? Perche mi sorridete? Ah già, perché quest&#8217;operina che oggi metto in scena, voi sapete essere breve come la vita, e breve quindi come la vita di un attore sulla scena. No! Non e così? Che c&#8217;è? Cosa dite? Ah già, capisco! Volete dirmi che forse su questo interrogativo vi divertite da molto tempo tutti e due insieme. E vi allontanate sapendo che io ho tanto tempo per girare intorno a questa domanda, ma voi no, ve ne siete stancati. Tornate, tornate alle prove, per favore, e per carità non mancatemi alla prima rappresentazione.</em></p>
<p style="text-align: right;">Toni Servillo</p>
<p>(*) Riscrittura da <em>Eduardo e il teatro di Pirandello. Il giuoco delle parti</em> in <em>Eduardo e il Teatro S. Ferdinando</em> Napoli 1954.</p>
<p><em><strong>L&#8217;uomo dal fiore in bocca</strong></em><br />
<em>di</em> Luigi Pirandello<br />
<em>regia </em>Toni Servillo</p>
<p><em>con<br />
</em>Licia Maglietta<br />
Andrea Renzi<br />
Toni Servillo</p>
<p><em>sipario<br />
</em>Lino Fiorito<br />
<em>luci<br />
</em>Pasquale Mari<br />
<em>suono<br />
</em>Daghi Rondanini<br />
<em>costumi<br />
</em>Flavia Santorelli<br />
<em>fotografo di scena</em><br />
Cesare Accetta<br />
<em>promozione e ufficio stampa</em><br />
Prima dello Spettacolo<br />
Il brano <em>a divozione</em> è di Fausto Mesolella.</p>
<p><em>una produzione</em> Teatri Uniti <em>a cura di</em> Angelo Curti</p>
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		<title>Natura morta</title>
		<link>http://www.teatriuniti.it/natura-morta/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Mar 1991 20:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imma</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro - archivio]]></category>

		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

		<category><![CDATA[Accetta]]></category>

		<category><![CDATA[Andrea Renzi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;estate scorsa (1990) il Festival &#8220;Settembre al borgo&#8221; ci chiese di mettere in scena uno spettacolo basato su un testo scritto da un autore dell&#8217;est, possibilmente un dissidente, nell&#8217;ambito di una rassegna dedicata alla situazione che si era venuta a creare dopo la caduta del muro di Berlino.
Tra di noi, in quel periodo, ed ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/03/naturamorta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-331" title="naturamorta" src="http://www.teatriuniti.it/wp-content/uploads/2009/03/naturamorta-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a><em>L&#8217;estate scorsa (1990) il Festival &#8220;Settembre al borgo&#8221; ci chiese di mettere in scena uno spettacolo basato su un testo scritto da un autore dell&#8217;est, possibilmente un dissidente, nell&#8217;ambito di una rassegna dedicata alla situazione che si era venuta a creare dopo la caduta del muro di Berlino.<br />
Tra di noi, in quel periodo, ed ancora adesso, esistevano tensioni e opinioni su quella &#8220;situazione&#8221; che nessun testo drammatico riusciva ad esprimere in un modo che ci corrispondesse.<br />
La possibilità che un problema, un evento storico, coinvolgesse noi in quanto artisti di teatro ed il pubblico nel tempo stesso in cui si sarebbe manifestato lo spettacolo non ci era ancora capitata, e noi non solo ce ne sentivamo fortemente interessati, ma eravamo allo stesso modo assolutamente determinati a non far cadere in questa purezza di rapporto la mediazione di un terzo elemento: il testo.<br />
Stiamo lavorando in altre circostanze (Pirandello) alla risollecitazione del testo proprio per non inquinare quel rapporto, e con</em> Natura Morta <em>verifichiamo la possibilità di sperimentare quel rapporto approfittando della Storia che con prepotenza si viene a sostituire a un testo.<br />
Il sentimento profondo di disagio che ognuno di noi avvertiva di fronte al fallimento di un modello di società a favore di un orizzonte sempre più arido e mercificato divenne la base su cui cominciammo a lavorare.<br />
Decidemmo allora di approfondire lo studio dei documenti politici prodotti in Unione Sovietica negli anni del socialismo reale, ed in particolare ci concentrammo sulla relazione politico-economica tenuta da Breznev al XXIII congresso del PCUS nel 1966.<br />
Questo enorme, fluviale accumulo di dati e di pianificazioni economiche lo confrontammo in quanto artisti di teatro con il disagio reale che sentivamo, e provammo tutto questo a interpretarlo, a riviverlo insieme al pubblico.<span id="more-330"></span><br />
</em>Natura Morta <em>è diventato allora un momento unico e forse irripetibile in cui il &#8220;qua e adesso&#8221; del teatro mette in contatto e confronta i valori intimi di una compagnia di attori con quelli di contesto di un pubblico, sulla base comune di un disagio prodotto da un fenomeno storico che tutti ci disorienta; e questa occasione diventa preziosissima per noi e per il pubblico, perché ci costringe prepotentemente ad interrogarci sulla necessità e i modi di fare teatro di fronte ad una situazione che ci allerta tutti in quanto uomini.<br />
Costringerci da artisti a prendere parte attiva alla confusione di questi tempi, e questa confusione condividerla direttamente con la platea, forse ha manifestato alle nostre coscienze con maggior violenza e consapevolezza il senso del dramma ed il valore significativo di una azione drammatica.</em></p>
<p style="text-align: right;">Toni Servillo</p>
<p><em>Natura morta<br />
di</em> Toni Servillo<br />
<em>scena e regia</em> Toni Servillo</p>
<p><em>con</em><br />
Roberto De Francesco<br />
Andrea Renzi<br />
Toni Servillo</p>
<p><em>luci<br />
</em>Pasquale Mari<br />
<em>suono<br />
</em>Daghi Rondanini<br />
<em>direzione tecnica</em><br />
Antonio Saccinto<br />
<em>scena e regia</em><br />
Toni Servillo<br />
<em>realizzazione immagini</em><br />
Cesare Accetta<br />
<em>controllo proiezioni</em><br />
Costanza Boccardi<br />
<em>fotografo di scena<br />
</em>Oreste Lanzetta<br />
<em>una produzione </em>Teatri Uniti <em>a cura di </em>Angelo Curti</p>
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