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Herz Frank a Cinema Moralia

Posted on 25 March 2010

Dopo alcuni anni dalle riprese del documentario Venerdì Santo, Herz Frank, il grande maestro della scuola cinematografica di Riga, ritorna a Napoli ospite della Rassegna Cinema Moralia, curata da Bruno Roberti e Rosalba Ruggeri. Lunedì 29 Marzo  al Teatro Galleria Toledo il regista presenterà i documentari Perpuatual Reharsal, premio alla regia nell’ultima edizione del Festival dei Popoli, e Dear Juliet.
A seguire verrà proiettato Venerdì Santo di cui lui stesso racconta:
 

L’avventura italiana prima e, poi, napoletana è iniziata nel Maggio del 2004 quando mi invitarono a Roma, al Festival dedicato all’ingresso di dieci nuovi Stati nell’Unione Europea.
Arrivai a Roma da Riga con la mia retrospettiva, inclusi i film Ten minutes older (Dieci minuti più vecchio) e Dear Juliet (Cara Giulietta)
Dopo la proiezione si avvicinò un italiano alto. Si presentò ,< Mi chiamo Stefano Francia > e mi chiese quanto tempo avevo impiegato a girare i documentari. < Il primo dieci minuti ed il secondo in una giornata > gli risposi. (continua)

Herz Frank | Jerusalem, 2 gennaio 2010

Video Ten minutes older
Venerdì Santo

lunedì 29 marzo 2010
Cinema Moralia- Teatro Stabile di Napoli

Galleria Toledo
Via Concezione a Montecalvario, 34

(continua)… Stefano sorrise in modo misterioso, dopo alcuni giorni mi invitò a venire a Napoli nel marzo successivo, per girare a Procida un importante avvenimento che si svolgeva nell’arco di un’ intera giornata, nel periodo pasquale. Mi scrisse che sarei stato aiutato da alcuni studenti napoletani, appassionati di cinema e con il loro aiuto avrei dovuto montare il film per mostrarlo in sala l’ultimo giorno del Festival a Procida, sui temi di Cinema e Filosofia.
La voce della ragione mi consigliava di rifiutare immediatamente.
Non ero mai stato a Napoli,  non sapevo nulla dell’isola di Procida e non sapevo nulla dell’avvenimento che avrei dovuto riprendere, per di più in un solo giorno. Ma la tentazione era grande. Mi allettava la solare Italia, la conoscenza di un’isola per me ‘misteriosa’ e così letteraria…
Mi allettava la possibilità di mettermi alla prova ancora una volta in qualità di reporter cinematografico, il mio genere preferito e, nonostante, corressi il rischio di fare una brutta figura, decisi di accettare. Non me ne sono mai pentito.
A Napoli mi sono ritrovato al centro dell’attenzione e della confusione.. ho goduto di una calda e intensa ospitalità
Avevo a disposizione due interpreti e non ci sono mai stati problemi di comunicazione.
Di Napoli ricordo la piazza dei martiri e le passeggiate notturne per i vicoli. Il soggiorno a Procida è stato incantevole, alloggiavo in una villa in riva al mare con piccoli appartamenti per tenere gli incontri con gli studenti ed una spaziosa sala per il montaggio.
L’avvenimento che dovevo filmare mi fu svelato sull’isola: una processione dei  misteri che gli abitanti dell’isola da quasi 400 anni organizzano nel giorno del Venerdì Santo. In quel momento provai una paura divina… avevo esperienza di questo genere di riprese ma occorreva curare l’organizzazione logistica
 Il giorno prima della ripresa, giovedì, organizzai un piano di lavorazione insieme ai ragazzi e agli assistenti. Percorremmo a piedi l’intero percorso
della processione e fissai i punti per le riprese, potevamo comunicare tra noi con le radiotrasmittenri e affidai agli studenti il compito di filmare dall’alto a processione e la fase finale. Per me stesso, la ripresa dell’inizio e i momenti più importanti.
I misteri riproducono con sculture, messe in scena e tableaux vivants tutti i momenti della Passione di Gesù Cristo, in particolare la salita con la croce sulle spalle verso il Golgota. Simbolicamente veniva anche rappresentata la preveggenza del tradimento con i tre canti del gallo…
Era importante girare il gallo in sincrono. Ed immaginatevi -  ci riuscimmo! – .
In quel momento, albeggiava, guardai la videocamera: 3-4 metri di nastro… quasi zero.
Avvicinai  il microfono al gallo (che era sistemato si una scultura che riproduceva l’arca di Noe ) e lui , cantò la prima , la seconda ………..e la terza volta , un vero miracolo ! Girata la scena mi accorsi il nastro stava per arrivare a zero.
Girammo il reportage e riuscii a chiudere il montaggio per il termine previsto e, quando all’una di notte, mostrammo il film Venerdì Santo che fu accolto con molti applausi fu un altro miracolo
Non credo che il film girato a Procida sia un film religioso, semmai un ritratto collettivo degli abitanti di una piccola isola in un giorno molto importante per loro.. il ritratto di un grande popolo, pervaso di amore e di fede.
Ricordo quei giorni anche per l’incontro con il mio amico Aleksandr Sokurov che non vedevo dal 1986, dai tempi in cui lavoravo al film Il Giudizio Supremo
Durante il Festival ricordo calde discussioni e terreni fertili di confronto. Sokurov era afflitto dalla brutalità del cinema contemporaneo, diceva che solo l’estetica può mantenere il cinema in un contesto artistico. Io – ricordo – che aggiunsi che nel cinema di finzione l’arte è prevalentemente una questione estetica. Nel documentario, invece, subentra anche un problema etico. Il documentarista infatti mette a nudo la vita di persone reali…..
I mesi trascorsi tra Napoli e l’isola di Procida, durante il Festival “Il vento del cinema” di Cinema e Filosofia li considero come uno dei momenti più luminosi della mia vita.
***
il mio ricordo grato e colmo di affetto va a Antonio Vladimir Marino, Renaud Personnaz, Renato e Nico Muro, Daghi Ronadnini, Ugo Capolupo e Fabio Esposito, Angelo Curti e Stefano Francia Di Celle e ….a tutti quelli che mi hanno aiutato a Napoli e un particolare ringraziamento agli abitanti dell’isola di Procida.

Herz Frank | Jerusalem, 2 gennaio 2010

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