Esistono amori che non danno la felicita’ ma… se ne possono vivere altri!
“Il problema era serio, con quel cotogno tra i piedi come continuare nella solita vita che ogni giorno la portava fuori casa, in altri paesi, anche molto lontani?”
Ma Borina, all’anagrafe Liboria Serrafalco sposata Liuzzo, trasforma, trasforma tutto fino all’estremo, fino in fondo. La sua vulnerabilità non è stata rispettata e lei si riappropria di tutto e di tutti.
Andare lontano dalla propria casa. Fantasticare una vita di sentimenti amorosi e luttuosi. Desiderare passioni, amori e soprattutto uno status, riconosciuto da tutti, da poter portare dipinto sulla faccia come una voglia di fragola. E se la realtà le impedisce di continuare a vivere tutto questo Borina non se ne preoccupa: pianifica. Come una straordinaria attrice dal lunedì al sabato accanto alla sua vita piatta e prevedibile come quella di tutto il paese, ne affianca un’altra fatta di tournée in altri luoghi nel suo ruolo di VEDOVA!
L’unico cruccio resta la domenica.
Sì, manca solo la domenica…..
una produzione Teatri Uniti
da Pazza è la luna di Silvana Grasso - Einaudi 2007
scene e regia Licia Maglietta
con Licia Maglietta
alla fisarmonica Vladimir Denissenkov
musiche Vladimir Denissenkov
disegno luci Cesare Accetta
realizzato da Lucio Sabatino
costumi Katia Esposito
suono Daghi Rondanini
direzione tecnica Lello Becchimanzi
fotografo Fabio Esposito
ufficio stampa Renato Rizzardi
Biografia di Silvana Grasso
Silvana Grasso è nata a Macchia di Giarre, a ridosso d’un vallone fiorito di sputi neri di sua maestà il Vulcano e furenti fichidindia.
Gela tra ciminiere sordide di polipropilene ed estatiche mura greche, tra sfregi di abusi edilizi e vestigia dorico-siceliote, appaga oggi illimitatamente la sua vocazione per l’estrema bruttezza e l’estrema bellezza.
Dalle traduzioni greche alle opere di narrativa, ha lavorato la sua lingua (greca? greco-siceliota? ermetico-erinnica?) con il fuoco, demiurgo e pirata, del fabbroferraio. Azzardata e imprudente col fuoco ne porta ancora i segni dell’ustione-unzione.
Nonostante i suoi romanzi siano oggi tradotti in quindici paesi del mondo (dalla Germania all’America, dal Portogallo alla Grecia…) continua a pensare che la sua extracontinentalità non sia legata a una veniale geografia editoriale, ma ad una epicità di natali, benedetti e scellerati, sotto lo zoccolo d’un Vulcano, inerme e feroce, che l’ allattò, bambina, con le sue lave roventi.
Nata sotto lo zoccolo dell’Etna, tra bava di lava e rigurgiti di ginestre, Silvana Grasso, filologo classico, menestrello, rapsodo, ha tradotto dal greco Archestrato di Gela (I piaceri della Mensa, Flaccovio editore), Matrone di Pitane (Un banchetto attico, Flaccovio ed.), Galeno (La dieta dimagrante, Flaccovio ed.), Eronda (Mimiambi, Flaccovio ed.).
Suoi i racconti Nebbie di ddraunàra (La tartaruga Milano 1993 ) e Pazza è la Luna ( Einaudi Torino 2007) e i romanzi Il Bastardo di Mautana (Einaudi 1994), Ninna Nanna del lupo ( Einaudi 1995), L’albero di Giuda (Einaudi 1997), La pupa di zucchero (Rizzoli 2001), Disìo (Rizzoli 2005), 7 uomini 7 -Peripezie di una vedova (Flaccovio 2006).
Ha avuto per le sue opere premi prestigiosi (Grinzane Cavour opera prima, Mondello opera prima, Brancati, Vittorini, Città di Napoli, Città di Pisa, Grinzane Cavour, ecc.).
Ha scritto di letteratura e costume per Tuttolibri, La Stampa, l’Indice, La Sicilia, La Repubblica, Liberazione.
Oltre cinquanta tesi di laurea in Italia e in Francia hanno sottoposto ad autopsia la sua farraginosa sulfurea daimoniaca lingua.
Nel 2007 è stata assessore alla Cultura e ai beni culturali del Comune di Catania.



