Rosencrantz e Guildenstern sono morti

Posted on 10 March 1992

Avevamo tenuto presente, Licia Maglietta ed io, il testo di Tom Stoppard durante la messinscena di Insulti al pubblico nel 1992. Ci interessava, di questi due personaggi, quel buffo spaesamento, quello spirito analitico nei riguardi della realtà destinato a vibrare autentici e salutari colpi a vuoto. Quando Toni ed Enrico mi hanno proposto di curare la regia hanno trovato, come si dice, terreno fertile. In più mi piaceva l’adesione delle loro storie personali ai due protagonisti. Benché giovani, lavorano insieme da diversi anni, condividono l’amicizia, gli studi, la passione teatrale, la vita in provincia e le prime esperienze creative Nei loro spettacoli Fortezza Bastiani, Sconosciuti e lontani così come ne Il Misantropo di Toni Servillo hanno messo le basi di un lavoro di “coppia tragicomica”, hanno sviluppato affiatamento ed intesa e questo è il capitale di partenza, il loro patrimonio Nei primi incontri di lavoro si è via via generato interesse per il tono buffo e distaccato del testo. I due protagonisti sembrano ignari di danzare sul Titanic che affonda, e lo stupore per la realtà, la capacità di giocare e di mantenere viva la loro relazione nonostante l’insensatezza della loro missione li protegge dal panico e li rende spiritualmente forti, come lo sono le altre inattaccabili coppie nello spettacolo, da Vladimiro ed Estragone a Totò e Peppino. Il loro indagare sul senso della vita non ha, per fortuna, nulla di apocalittico o di millenaristico, vive piuttosto di umorismo e umanità tanto inaspettata quanto fatalmente fallimentare.


Come tutti sanno il testo di Stoppard è una riscrittura moderna dell’Amleto di Shakespeare dal punto di vista dei due compagni del principe. A nostra volta noi ci siamo dati il permesso di “riscrivere” il testo di Stoppard.
Ci siamo lasciati alle spalle diverse tappe di lavoro: la prima idea di regia, con i personaggi della corte di Elsinore interpretati da attori-bambini, è ora un’opera-video realizzata all’Istituto Suor Orsola Benincasa; mentre in questa versione teatrale è Amleto-capocomico che con il fedele Orazio accoglie in una Elsinore teatrale i due malcapitati Rosencrantz e Guildenstern.
Sul destino dei due protagonisti se ne potrebbero dire molte ma è lo stesso Stoppard a ricordarci, con grande lezione di stile, che si tratta “innanzi tutto di una commedia”. Non riesco però ad esimermi da una osservazione: le giovani vite spezzate nell’Amleto hanno padri ingombranti la cui morte è decisiva per il compimento dei loro stessi destini, al contrario Rosencrantz e Guildenstern sono giovani senza padri, smarriti, confusii, spaesati ma sublimamente capaci di sorridere.

Andrea Renzi

Rosencrantz e Guildenstern sono morti
di Tom Stoppard nella versione di Francesco Piccolo
adattamento e regia di Andrea Renzi

con
Enrico Ianniello
Toni Laudadio
Andrea Renzi
Francesco Paglino
Fabio Ianniello

scena
Andrea Renzi, Alberto Guarriello
luci
Pasquale Mari
suono
Daghi Rondanini
costumi
Ortensia De Francesco
oggetti di scena
Alessandra Cutolo
aiuto regia
Francesco Paglino
direzione tecnica
Lello Becchimanzi
direzione di scena
Teresa Cibelli
capo elettricista
Lucio Sabatino
ufficio stampa
Sergio Marra
forografo di scena
Monica Biancardi

una produzione Teatri Uniti a cura di Angelo Curti

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