Dobbiamo allo splendido libro di Francesco Durante Italoamericana lo spunto per questa nuova avventura teatrale. La sua antologia di storia e letteratura degli Italiani negli Stati Uniti ci ha mostrato per la prima volta di quale ricchezza sia costituita l’esperienza migratoria nel suo complesso. Abbiamo avuto accesso a canovacci inediti, espressione delle forme di spettacolo dei nostri connazionali rappresentate in quell’epicentro degli incontri tra culture che è stato l’East Side di New York: vaudeville, macchiette, canzoni, duetti comici, monologhi musicati (su tutti quelli memorabili del trasformista Farfariello – Migliaccio).
Da questo insieme di materiali sorprendenti abbiamo mosso i primi passi immaginando la tragicomica vicenda dei fratelli Pizzetta, famiglia d’arte originaria di una fantomatica Santa Maria, musicisti e attori più per necessità che per vocazione. Sono dei cafoni meridionali analfabeti, estranei sia all’italiano che all’americano, la cui identità è espressa solo da un dialetto corrotto da poco inglese storpiato; lottano per la sopravvivenza esibendosi sui miseri palcoscenici della Bowery. Li cogliamo in una lunga notte trascorsa a teatro dove in seguito a una serie di fiaschi stordenti e irreali sono sul punto di farla finita con l’arte e con l’America. Ma l’apparizione dello spettro del padre Don Ciccio Pizzetta li rimette in gioco, dall’aldilà il maestro di banda gli consegna il testo di una canzone di sicuro successo miracolosamente strappata al futuro: Nel Blu dipinto di Blu. Manca solo un piccolo dettaglio: la melodia! Si riaccendono le speranze, è la notte della grande occasione in cui si scatena una vertiginosa ridda di interferenze fantastiche, dopo Don Ciccio appaiono dal passato e dal futuro, come attratti dal fascino di quella misteriosa canzone, celebri e inquietanti figure che li gettano nel panico, trascorrendo da Lorenzo Da Ponte a Mike Bongiorno. E’ la lunga notte delle decisioni, tutta in bilico tra successo e fallimento, tra il tornare in Italia e il diventare Americani, tra la nuova musica e il vecchio repertorio tradizionale.
In un visionario gioco di teatro nel teatro si stacca tra le tante storie di vinti, di sradicati, storie di migrazione sostanzialmente rimosse dalla memoria del nostro paese, una vicenda migratoria immaginaria che si proietta, su un piano fantastico, dai ruggenti anni venti agli anni cinquanta, gli anni in cui la cultura americana impone definitivamente il suo modello. Solo in questo surreale american dream i fratelli Pizzetta potrebbero essere finalmente protagonisti, potrebbero volare.
Persi nella curva del tempo i temi della società dello spettacolo nel suo stadio nascente irradiano una luce seducente e maligna fino ai nostri giorni.
Andrea Renzi
Santa Maria d’America
di Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi
con
Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi,
Marco D’amore, Francesco Paglino, Luciano Saltarelli
regia Andrea Renzi
musiche originali di Federico Odling
eseguite in scena da Federico Odling e Vittorio Ricciardi
suono Daghi Rondanini
luci Cesare Accetta
costumi Ortensia De Francesco
scene Lino Fiorito
una produzione Teatri Uniti e O.T.C. Onorevole Teatro Casertano
in collaborazione con
SempreApertoTeatro Garibaldi, Città di Santa Maria Capua Vetere, Regione Campania



