spettacolo

Il lavoro rende liberi

di Vitaliano Trevisan

Scandisk
con Salvatore Cantalupo, Beppe Casales, Matteo Cremon, Denis Fasolo

Defrag
con Anna Bonaiuto, Michela Cescon, Bruna Rossi

regia Toni Servillo
scene Toni Servillo, Daniele Spisa
costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini
direzione tecnica Lello Becchimanzi

una produzione Teatri Uniti - 2005

Note di regia
I due testi di Vitaliano Trevisan nascono come atti unici separati, io invece intendo unirli, facendo scaturire l’uno dall’altro, incuriosito proprio da ciò che li oppone: tre ragazzi da una parte, tre donne dall’altra, tre operai che fanno un bilancio preventivo della vita e tre borghesi che sembrano fare altrettanto ma a consuntivo. Vorrei così proseguire una ricerca su testi italiani che vedono in primo piano i rapporti familiari e sullo sfondo momenti di transizione sociale, fasi storiche, luoghi geografici in movimento, dove il linguaggio testimonia il cambiamento e più precisamente ciò che accade dentro, nell’intimo dei personaggi. E’ un percorso cominciato qualche anno fa, trovando in Eduardo con ‘Sabato, Domenica e Lunedi’ un suo momento importante, e che porta, con un itinerario temporale irregolare, dalla Napoli degli albori del boom economico agli odierni distretti del nord-est e del vicentino in particolare, nella prospettiva di un possibile approdo alla società italiana del Settecento ritratta da Goldoni nella ‘Trilogia della villeggiatura’. Non è un caso naturalmente che si tratti con evidenza anche di un viaggio attraverso le nostre due più importanti lingue teatrali. Tutti questi autori vedono in controluce, mettono in guardia, testimoniano in diretta, la parabola del nostro paese e la traducono esprimendola con un linguaggio netto, preciso, vivo e inesorabile. In tempi di barbarie e impoverimento culturale e soprattutto di disumanizzazione credo che il teatro debba attraverso la parola, i testi, le lingue, rimettere al centro il pensiero alimentato da dubbi, conflitti, emozioni, ma parlare dritto ai nostri cervelli riscaldandoci il cuore.
Toni Servillo

Nota dell’autore

Il Lavoro rende Liberi
un percorso
Una profonda fiducia nel teatro e nell'attore, su questo si fonda il mio lavoro di scrittore. Fornire una situazione, una trama, dei caratteri; un organismo racchiuso nel guscio duro della lingua, non altro. Quando questi testi furono scritti, l'autore non pensava certo così. Scriverò dei testi per il teatro, mi dissi un certo giorno: se saranno buoni, troveranno la strada. Era il 1999. Nel settembre del 2003 arrivò la telefonata: Toni Servillo, avendo letto i miei libri, e trovandosi a Treviso per la lavorazione di un film, avrebbe avuto piacere di conoscermi. Ci accordammo per un incontro. Naturalmente portai con me il mio teatro; e a un certo punto, dopo una piacevole passeggiata per il centro di Treviso, e un'altrettanto piacevole cena, il tutto accompagnato da un'ancor più piacevole conversazione, quando Toni mi chiese se avessi mai scritto qualcosa per il teatro, risposi di sì. Una cartellina con dei fogli passa di mano e, in quel momento, inizia la storia di questo spettacolo. Spiego davanti a me una carta stradale: Treviso, Vicenza, Torino, Napoli, ancora Vicenza, Verona, Roma: queste le città che, attraverso una serie di incontri, ne segnano il percorso. Ed é un percorso strano, apparentemente illogico, tutt'altro che casuale, teatrale, per così dire. Come potrebbe non esserlo? Se si lavora con uomini e donne di teatro, ci si incontra quando e dove si può, ed é proprio come a teatro: bisogna esserci. Quanto al tempo che, seguendo un simile percorso, é stato necessario, mai come quest'anno l'autore si sente di affermare che esso, il tempo, é relativo e, in relazione allo spettacolo, come detto, necessario.   

Le due pieces che compongono lo spettacolo prendono il titolo da due funzioni del computer (DOS): scandisk, che setaccia il disco fisso alla ricerca di errori, e defrag, che riordina i files memorizzati, compattandoli. In Scandisk tre operai di un magazzino di cuscinetti a sfera progettano un colpo che cambierà la loro vita. In Defrag parlano tre donne, una madre e le due figlie. Ognuna delle tre sembra parlare per conto proprio, ma lentamente le tre memorie si de-frammentano, ricompattandosi in una memoria singola.
Vitaliano Trevisan

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