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Manca solo la domenica

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Esistono amori che non danno la felicita’ ma… se ne possono vivere altri!
“Il problema era serio, con quel cotogno tra i piedi come continuare nella solita vita che ogni giorno la portava fuori casa, in altri paesi, anche molto lontani?”
Ma Borina, all’anagrafe Liboria Serrafalco sposata Liuzzo, trasforma, trasforma tutto fino all’estremo, fino in fondo. La sua vulnerabilità non è stata rispettata e lei si riappropria di tutto e di tutti.
Andare lontano dalla propria casa. Fantasticare una vita di sentimenti amorosi e luttuosi. Desiderare passioni, amori e soprattutto uno status, riconosciuto da tutti, da poter portare dipinto sulla faccia come una voglia di fragola. E se la realtà le impedisce di continuare a vivere tutto questo Borina non se ne preoccupa: pianifica. Come una straordinaria attrice dal lunedì al sabato accanto alla sua vita piatta e prevedibile come quella di tutto il paese, ne affianca un’altra fatta di tournée in altri luoghi nel suo ruolo di VEDOVA!
L’unico cruccio resta la domenica.
Sì, manca solo la domenica…..

Licia Maglietta

promo 

una produzione Teatri Uniti
da Pazza è la luna di Silvana Grasso – Einaudi 2007

scene e regia Licia Maglietta
con Licia Maglietta
alla fisarmonica Vladimir Denissenkov
musiche Vladimir Denissenkov
disegno luci Cesare Accetta
realizzato da Lucio Sabatino
costumi Katia Esposito
suono Daghi Rondanini
direzione tecnica Lello Becchimanzi
fotografo Fabio Esposito
ufficio stampa Renato Rizzardi

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Natura morta

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L’estate scorsa (1990) il Festival “Settembre al borgo” ci chiese di mettere in scena uno spettacolo basato su un testo scritto da un autore dell’est, possibilmente un dissidente, nell’ambito di una rassegna dedicata alla situazione che si era venuta a creare dopo la caduta del muro di Berlino.
Tra di noi, in quel periodo, ed ancora adesso, esistevano tensioni e opinioni su quella “situazione” che nessun testo drammatico riusciva ad esprimere in un modo che ci corrispondesse.
La possibilità che un problema, un evento storico, coinvolgesse noi in quanto artisti di teatro ed il pubblico nel tempo stesso in cui si sarebbe manifestato lo spettacolo non ci era ancora capitata, e noi non solo ce ne sentivamo fortemente interessati, ma eravamo allo stesso modo assolutamente determinati a non far cadere in questa purezza di rapporto la mediazione di un terzo elemento: il testo.
Stiamo lavorando in altre circostanze (Pirandello) alla risollecitazione del testo proprio per non inquinare quel rapporto, e con
Natura Morta verifichiamo la possibilità di sperimentare quel rapporto approfittando della Storia che con prepotenza si viene a sostituire a un testo.
Il sentimento profondo di disagio che ognuno di noi avvertiva di fronte al fallimento di un modello di società a favore di un orizzonte sempre più arido e mercificato divenne la base su cui cominciammo a lavorare.
Decidemmo allora di approfondire lo studio dei documenti politici prodotti in Unione Sovietica negli anni del socialismo reale, ed in particolare ci concentrammo sulla relazione politico-economica tenuta da Breznev al XXIII congresso del PCUS nel 1966.
Questo enorme, fluviale accumulo di dati e di pianificazioni economiche lo confrontammo in quanto artisti di teatro con il disagio reale che sentivamo, e provammo tutto questo a interpretarlo, a riviverlo insieme al pubblico. Read the full story