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Vasta è la prigione

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Come se una passione scompigliasse, come se al contrario non venisse, senza preamboli, a rimettere in ordine, in qualche modo a fare la pulizia dell’anima, ridare agli impulsi il loro movimento primo, la loro purezza. Come se l’amore arrivando come un sisma di silenzio o di panico, non riportasse, nel crollo dell’ordine apparente che si sfalda, una geologia originaria.

Assia Djebar

Licia Maglietta ci conduce in una storia appassionata, carica di sentimenti contrastanti, tra le pieghe dei sentimenti e dell’animo di una donna per la quale l’amore diventa un proibito moto di libertà. La protagonista è Isma una giovane donna algerina sposa di un uomo amato ma senza una passione ancora conosciuta. In un percorso in cui nulla viene omesso o edulcorato, la donna cerca nei più riposti meandri della memoria gli indizi del suo malessere. Il suo desiderio di affrancamento giunge a rivelare, ma anche a rimuovere salvificamente, gli antichi e reiterati oltraggi alla sua identità di donna, una tra le tante segregate e soffocate tra le spire di una ‘tradizione’ sconcertante nel suo radicale anacronismo.
Le parole di Assia Djebar permettono a Licia Maglietta di dar voce ad un nuovo personaggio femminile con la forza e la sensibilità che la caratterizzano.

Vasta è la prigione di Assja Djebar
lettura scenica di Licia Maglietta

costume Katia Esposito
direzione tecnica Lello Becchimanzi
traduzione Antonietta Pastore- Edizioni Bompiani
una produzione Teatri Uniti
2005

Nata in Algeria, Assia Djebar è stata, nel 1955, la prima donna algerina ammessa all’Ecole Normale Supérieure francese. Sostenitrice dell’emancipazione femminile nel mondo islamico, dopo aver partecipato al Movimento di Liberazione dell’Algeria, si è imposta come narratrice di lingua francese, raccontando i temi propri del suo mondo d’origine. Alla narrativa ha affiancato la poesia, la saggistica, la drammaturgia, la scrittura e la regia di opere documentaristiche e cinematografiche. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui, nel 2000, il prestigioso Premio per la pace. Attualmente insegna alla New York University e vive tra Parigi e gli Stati Uniti.