Tag Archive | "Enrico Ianniello"

Magic People Show- rassegna stampa spagnola

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Magic People, por Gabriel Albiac/ABC.es 8/04/09
En Magic people Show, que anda ahora por la escena madrilena, hace Pino Montesano parlotear diarréicamente a un cuarteto de descerebrados. Su cráneo es hueca bóveda donde resuenan los sedantes cliches televisivos. La realidad extinta, cede lugar a algo sordido e difuso…

Entre Nápoles y Pontevedra, por J.C.Deus/ El periodista digital 05/04/09
Magic People Show es un simple espectáculo de café teatro, un show humorístico napolitano sobre las gilipoyeces de su sociedad, tan parecida a la nuestra. Basado en los artículos de Giuseppe Montesano en el diario Il Mattino, tiene talento, sutileza, gracia y mérito. Lástima que se haya quedado un tanto antiguo y no llegue a esta crisis global. Habla del Nápoles de la burbuja inmobiliaria y consumista, del turismo de masas a la Patagonia, de la omnipresencia del ‘telefonino’ (el maldito móvil). Su mayor acierto es el tono, ese tono escéptico e irónico de la crítica inteligente, que nada tiene que ver con los panfletos politizados izquierdosos que abundan en nuestros escenarios…

Cuando la risa muestra las miserias del mundo, por Julián Povedano/ El Mundo 2/04/09
Todo empezó en la sección de un periódico, como una serie de historias disparatadas sobre un mundo al revés. Después, los recortes se convirtieron en libro y finalmente nació ‘Mgic People Show, la obra teatral que, siempre agarrada al humor, ácido, negro, y a la risa sana, enseña al público la estupidez camuflada de modernidad a la que se somete sin resistencia, desde el respeto. “Me di cuenta mientras escribía de que tenía que exagerar cada vez más. La realidad perseguía al escritor con una rapidez que aturdía”, cuenta Giuseppe Montesano, el autor. Al escribir, entrevió un mundo en el que nos vamos convirtiendo en esclavos de lo mediático y del dinero, una realidad en la que se puede vender y comprar todo

Magic People Show debutta a Madrid

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Debutta a Madrid, al Teatro Maria Guerrero- Centro Dramático Nacional, la versione spagnola di Magic People Show di Giuseppe Montesano tradotto da Jordi Galcerán. In scena Enrico Ianniello, Tony laudadio, Luciano Saltarelli e Pau Mirò. Repliche fino al 3 maggio.

C’era una volta una rubrica su un quotidiano, “Il Mattino” di Napoli, che si intitolava Sottosopra: ogni settimana, per anni, ho inventato per i lettori un brulicante condominio, un universo comico e concentrazionario, dove tutto accade al contrario. Un mondo inventato? Un mondo dove quelli che rubano sono padri e mariti felici e quelli che non rubano sono denunciati dai figli; dove i ricchi che diventano ricchi vessando i poveri sono adorati dai poveri vessati che li ringraziano; dove chi consuma distruggendo è nobile e chi consuma consapevolmente fa schifo; dove l’amore è fatto di gadget alla moda e il disamore è la vera moda del giorno; dove le vacanze sono diventate coatte e bisogna fare un mutuo per pagarle; dove chi è per la legalità viene arrestato e chi è contro la legalità diventa un idolo del popolo; dove chi non si lascia corrompere è un venduto e un bugiardo, e chi si vende è un genio e un santo; dove tutto ciò che è falso è vero, e tutto ciò che è vero è falso: e così via. Un modo capovolto?…
La realtà inseguiva lo scrittore a una velocità stordente. Poi, alcuni dei racconti che avevo scritto, diventarono un libro che chiamai Magic People…

Giuseppe Montesano

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scheda spettacolo italiano

da giovedì 26 marzo a domenica 3 maggio ore 19,00
Teatro María Guerrero
Sala de la Princesa
Tamayo y Baus, 4
28004 Madrid

Magic People Show
di
Giuseppe Montesano
traduzione di Jordi Galcerán

con
Enrico Ianniello
Toni Laudadio
Luciano saltarelli
Pau Mirò

scenografia
Underworld
costumi
Laurianne Scimemi
luci
Lucio Sabatino
suono
Daghi Rondanini
foto
Antonio Suárez
Vídeo-Clip
Paz Producciones

una coproduzione Centro Dramático Nacional/ Teatri Uniti

Magic People Show

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Magic People Show

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Nel futuro basterà leggere questo romanzo per capire l’Italia contemporanea, sommersa da griffe, leasing e spot.

Filippo La Porta

Su un ritmo vertiginoso da commedia nera Giuseppe Montesano chiama in scena il suddito televisivo, il consumatore globale, l’uomo medio assoluto, lo schiavo della pubblicità, e poi i risanatori dell’economia nazionale, i venditori di spiagge, i venditori di aria da respirare, i venditori e i compratori di anime. Un comico, feroce e colorito avanspettacolo pop, dove gli attori scoprono le piaghe di una modernità livida e terribile, dove il caldo è soffocante e i black out continui. In un crescendo che mescola l’opera buffa e il dramma si scoperchia allora il formicaio brulicante di questo show postmoderno, dove vive un Popolo Magico fatto di ridicoli mostri drogati dal sogno del denaro, di prigionieri illusi di essere liberi, di gaudenti che hanno seppellito la passione e l’amore.
Un ilare e tragico romanzo teatrale dell’Italia malata di questi ultimi anni.

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una produzione Teatri Uniti / O.T.C. Onorevole Teatro Casertano

dal romanzo di Giuseppe Montesano
messo in scena da
Enrico Ianniello, Tony Laudadio
Andrea Renzi, Luciano Saltarelli

oggetti di scena Underworld
costumi Laurianne Scimemi
luci Lucio Sabatino
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Francesco Paglino
drammaturgia Giuseppe Montesano

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Dal 1997, con il fortunato allestimento di Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard, Enrico Ianniello, Tony Laudadio e Andrea Renzi collaborano stabilmente. All’interno di Teatri Uniti, hanno costituito uno studio che sta dando vita ad un percorso caratterizzato da un‘attenzione decisa verso un repertorio contemporaneo. Magic People Show (2006) è la tappa più recente di questo tracciato ed insieme a Pinocchio (2001) e Santa Maria d’America (2004) disegna una singolare trilogia su tre momenti cardine della storia d’Italia.

Magic People Show

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Chiove

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Chiove

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Un’ambientazione iperrealista, dalle originarie Ramblas di Barcellona al piccolo appartamento fatiscente nei Quartieri Spagnoli di Napoli, sposta l’intreccio di passioni dei tre protagonisti, immergendoli in una realtà sospesa tra le aspirazioni di normalità, il desiderio di riscatto e l’amarezza del presente. La vita della prostituta Lali e del protettore Carlo è solo sfiorata dalla civilizzazione di cui raccolgono le scorie, i modelli esterni e deteriori: dal cibo spazzatura dei fast food, alla droga, alla musica da bancarella. Le brame d’amore, i sogni di rivalsa sociale di Lali e la sua massima ambizione – sembrare normale – consumati dalla logorante convivenza con Carlo si ravvivano durante gli incontri mercenari con Davide. Ma la cultura e i libri, i versi dei poeti, gli aforismi dei filosofi, i quadri dei grandi musei, non si elevano oltre un meteorico vagheggiamento a margine di un rapporto mercenario e circoscritto alla lettura di un involucro di cioccolatino, nella poesia epigrafica dei Baci Perugina. [Francesco Saponaro]

“Triangolo amoroso” e desideri di riscatto da Barcellona ai Quartieri Spagnoli di Napoli

Accolto con interesse alla sua anteprima nazionale nel mese di ottobre 2007, nel Prologo del Teatro Festival Italia di Napoli, l’allestimento è stato protagonista di un singolare esperimento che ha consentito, contemporaneamente alla messa in scena teatrale, la realizzazione di un lungometraggio.
Allestito, filmato e trasmesso in tempo reale, da un appartamento/set dei Quartieri Spagnoli di Napoli, Chiòve è stato ripreso in diretta e proiettato contemporaneamente su grande schermo in varie sale di Napoli, Barcellona, Roma, Cosenza, trasmesso in internet e diffuso sul satellite da Nessuno Tv realizzando un dialogo serrato – mai tentato finora – fra teatro, cinema, televisione e web.

guarda il video dello spettacolo

giarda il video del film

di Pau Miró
traduzione di Enrico Ianniello

con
Chiara Baffi Lali
Enrico Ianniello Davide
Giovanni Ludeno, Carmine Paternoster Carlo
regia e spazio scenico Francesco Saponaro
scene Roberto Crea
costumi Roberta Nicodemo
suono Daghi Rondanini
luci Lucio Sabatino
edizione e aiuto regia Stefania Capodanno
organizzazione Maurizio Fiume
fotografo Fabio Esposito

produzione in collaborazione con Institut Ramon Llull, Obrador/sala Beckett, Dogma Televisivo, Nessuno Tv e DAMS-Università della Calabria/ArtiMeridianeLab

durata 60 minuti

* Miglior spettacolo d’innovazione agli Olimpici del Teatro 2009

Delitto di parodia

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‘A causa mia, il processo D’Annunzio- Scarpetta

Dopo l’installazione multimediale site-specific concepita per gli ambienti suggestivi di Castel Capuano tribunale storico di Napoli, scenario di quegli avvenimenti – durante il Napoli Teatro Festival Italia, la versione da palcoscenico ha inaugurato la prima stagione del Teatro Stabile di Napoli al Teatro San Ferdinando.

Delitto di parodia ricostruisce la vicenda del processo che vide Gabriele D’Annunzio in opposizione al commediografo ed attore napoletano Eduardo Scarpetta, accusato di aver portato sulle scene la contraffazione della tragedia pastorale La figlia di Jorio.
Nel marzo del 1904 Gabriele D’Annunzio è investito dal successo della sua ultima opera teatrale La figlia di Jorio. Nel mese di dicembre dello stesso anno, senza il permesso scritto dell’autore, Eduardo Scarpetta mette in scena al Teatro Mercadante di Napoli Il figlio di Iorio, parodia del lavoro dannunziano. Dopo qualche giorno Marco Praga, fondatore e direttore generale della Siae, presenta querela per plagio e contraffazione contro Eduardo Scarpetta in rappresentanza della Siae e del socio Gabriele D’Annunzio.
Nonostante la richiesta di non luogo a procedere del regio procuratore Giuseppe Lustig, si arriva al processo che dura quattro anni. Avvocati della difesa di Scarpetta sono Francesco Spirito e Carlo Fiorante. Per Gabriele D’annunzio, l’avvocato Ferdinando Ferri e l’Onorevole Luigi Simeoni. Dopo le perizie di parte di Benedetto Croce, per la difesa, e Salvatore Di Giacomo per la parte civile, al culmine del procedimento – davanti al presidente dell’Ottava Sezione Penale del Tribunale di Napoli, Giacquinto – il professor Enrico Cocchia, insigne latinista e filologo, presenta la perizia conclusiva. Il procedimento penale si chiude nel 1908 con l’assoluzione di Eduardo Scarpetta per inesistenza di reato.
Nella giurisprudenza italiana è la prima sentenza che si pronuncia in tema di parodia. Nonostante l’assoluzione, di lì a poco, Eduardo Scarpetta deciderà di ritirarsi dalle scene.

Napoli Teatro Festival Italia, Mercadante – Teatro Stabile di Napoli, Teatri Uniti
in collaborazione con Teatro Stabile d’Abruzzo

Delitto di Parodia
‘A causa mia, il processo D’Annunzio – Scarpetta

soggetto Antonio Vladimir Marino
drammaturgia Antonio Marfella, Antonio Vladimir Marino,
Luciano Saltarelli, Francesco Saponaro

regia Francesco Saponaro

con
Gianfelice Imparato Eduardo Scarpetta
Fortunato Cerlino Avvocato Luigi Simeoni
Marco Mario de Notaris Trivella
Giovanni Esposito Vincenzino Scarpetta | Turillo
Enrico Ianniello Coviello| Avvocato Francesco Spirito
Tony Laudadio Zeza | Avvocato Carlo Fiorante
Demi Licata Alice  
Antonio Marfella Presidente Giacquinto
Peppino Mazzotta Carminiello |Avvocato Ferdinando Ferri
Luciano Saltarelli Gennaro Pantalena |Prof. Enrico Cocchia

in cinematografo
Peppe Servillo Gabriele D’Annunzio
Andrea Renzi Marco Praga
Gino Curcione Maggiordomo
e
Enzo Moscato Salvatore Di Giacomo
Marino Niola Benedetto Croce
e
Loredana Antonelli, Iole Carola, Matilde De Feo, Mafalda De Risi,
Desirée Giorgetti, Simona Lisi, Aurora Mascheretti,
Andrea Contaldo
Peppe Cino, Enzo Palmieri
  
scene Lino Fiorito
costumi Ortensia De Francesco
luci, direzione della fotografia Cesare Accetta
suono Daghi Rondanini
elaborazioni musicali Federico Odling
  
aiuto regia Luca Martusciello, Simone Petrella
direttore di scena Carmine Guarino
assistente alle scene Dafne Forastiere
assistenti ai costumi Rossella Aprea, Katia Marcanio
ricerche d’archivio Stefania Esposito, Anna Paparo, Armando Rotondi

datore luci Lucio Sabatino
direzione tecnica Lello Becchimanzi

operatore di ripresa Alessandro Abate
montaggio Gennaro Visciano
post produzione Media Digital Studio
organizzazione Maurizio Fiume per ANANAS srl

coordinamento Flavia Cardone, Romilda D’Ambrosio, Valeria Pignatelli
amministrazione Anna Tramontano per PRONOS 94 srl

ricerche e comunicazione Rosalba Ruggeri
fotografo di scena Fabio Esposito
ufficio stampa Renato Rizzardi

scenotecnica Retroscena
sartoria Annamode | Tina Di Domenico

Lo spettacolo ha debuttato a Napoli alla riapertura del Teatro San Ferdinando il 21 ottobre 2008.

Santa Maria d’America

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Dobbiamo allo splendido libro di Francesco Durante Italoamericana lo spunto per questa nuova avventura teatrale. La sua antologia di storia e letteratura degli Italiani negli Stati Uniti ci ha mostrato per la prima volta di quale ricchezza sia costituita l’esperienza migratoria nel suo complesso. Abbiamo avuto accesso a canovacci inediti, espressione delle forme di spettacolo dei nostri connazionali rappresentate in quell’epicentro degli incontri tra culture che è stato l’East Side di New York: vaudeville, macchiette, canzoni, duetti comici, monologhi musicati (su tutti quelli memorabili del trasformista Farfariello – Migliaccio).
Da questo insieme di materiali sorprendenti abbiamo mosso i primi passi  immaginando la tragicomica vicenda dei fratelli Pizzetta, famiglia d’arte originaria di una fantomatica Santa Maria, musicisti e attori più per necessità che per vocazione. Sono dei cafoni meridionali analfabeti, estranei sia all’italiano che all’americano, la cui identità è espressa solo da un dialetto corrotto da poco inglese storpiato; lottano per la sopravvivenza esibendosi sui miseri palcoscenici della Bowery. Li cogliamo in una lunga notte trascorsa a teatro dove in seguito a una serie di fiaschi stordenti e irreali sono sul punto di farla finita con l’arte e con l’America.  Ma l’apparizione dello spettro del padre Don Ciccio Pizzetta li rimette in gioco, dall’aldilà il maestro di banda gli consegna il testo di una canzone di sicuro successo miracolosamente strappata al futuro: Nel Blu dipinto di Blu. Manca solo un piccolo dettaglio: la melodia! Si riaccendono le speranze, è la notte della grande occasione in cui si scatena una vertiginosa ridda di interferenze fantastiche, dopo Don Ciccio appaiono dal passato e dal futuro, come attratti dal fascino di quella misteriosa canzone, celebri e inquietanti figure che li gettano nel panico, trascorrendo da Lorenzo Da Ponte a Mike Bongiorno. E’ la lunga notte delle decisioni, tutta in bilico tra successo e fallimento, tra il tornare in Italia e il diventare Americani, tra la nuova musica e il vecchio repertorio tradizionale.
In un visionario gioco di teatro nel teatro si stacca tra le tante  storie di vinti, di sradicati,  storie di migrazione sostanzialmente rimosse dalla memoria del nostro paese, una vicenda migratoria immaginaria che si  proietta, su un piano fantastico, dai ruggenti anni venti agli anni cinquanta, gli anni in cui la cultura americana impone definitivamente il suo modello. Solo in questo surreale american dream i fratelli Pizzetta potrebbero essere finalmente protagonisti,  potrebbero  volare.
Persi nella curva del tempo i temi della  società dello spettacolo nel suo stadio nascente irradiano una luce seducente e maligna  fino ai nostri giorni.

Andrea Renzi

Santa Maria d’America
di Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi

con
Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi,
Marco D’amore,  Francesco Paglino, Luciano Saltarelli

regia Andrea Renzi

musiche originali di Federico Odling
eseguite in scena da Federico Odling e  Vittorio Ricciardi

suono Daghi Rondanini
luci Cesare Accetta
costumi Ortensia De Francesco
scene Lino Fiorito

una produzione Teatri Uniti e O.T.C. Onorevole Teatro Casertano
in collaborazione con
SempreApertoTeatro Garibaldi, Città di Santa Maria Capua Vetere, Regione Campania

Il misantropo

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Viviamo in un’epoca in cui la scelta sta tra il peggio e il meno peggio. E la stessa epoca in cui si trovava a vivere Moliere, ed è lo stesso problema di fronte al quale si mette Alceste.
Cosa scegliere? Da che parte stare? Come comportarsi? Come reagire?
Alceste vorrebbe rifiutare quest’epoca, questo mondo, ma alle sue spalle e di fronte ne scorge forse uno migliore?
E come se non bastasse, in questa confusione di interrogativi, l’amore appassionato, il desiderio irresistibile per Célimène che tra questi interrogativi sembra scivolare o addirittura danzare.
Chi è più sincero con se stesso, Alceste nella sua scelta di abbandonare il mondo per la solitudine, o Célimène che decide di stare al gioco di questo mondo con l’entusiasmo della giovinezza e la voglia di vivere?
Molière sospende il giudizio, non ci consegna una risposta, e per questo la conclusione del testo appare così a mezz’aria.
Per questo motivo abbiamo voluto una messinscena essenziale, proponendo il testo quasi come si esegue uno spartito musicale alla prima lettura; in questo modo mi sembra che si sottolinei con più forza la sospensione tragica di questa bellissima commedia e con maggiore efficacia si ripropongano ancora oggi quegli interrogativi.

Toni Servillo

Il misantropo
di Molière
traduzione di Cesare Garboli

scene e regia di Toni Servillo

Alceste Roberto De Francesco
Filinto Andrea Renzi
Oronte Toni Servillo
Célimène Iaia Forte
Eliante Isabella Carloni
Arsinoè Mariella Lo Sardo
Acaste Toni Laudadio
Clitandro Enrico Ianniello
Du Bois Dini Abbrescia

luci Pasquale Mari
costumi Ortensia De Francesco
aiuto regia Marinella Anaclerio
progetto scenotecnico Daniele Spisa
direzione tecnica Angelita Borgheresi
capo elettricista Lucio Sabatino
capo macchinista Lorenzo Pazzagli
sarta Teresa Ribattezzato
organizzazione Lello Becchimanzi
ufficio stampa Sergio Marra
fotografo di scena Cesare Accetta

una produzione Teatri Uniti a cura di Angelo Curti