Tag Archive | "Giovanni Ludeno"

tournée 2009/10 Chiove e Magic people show

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Chiove

Un’ambientazione iperrealista, dalle originarie Ramblas di Barcellona al piccolo appartamento fatiscente nei Quartieri Spagnoli di Napoli, sposta l’intreccio di passioni dei tre protagonisti, immergendoli in una realtà sospesa tra le aspirazioni di normalità, il desiderio di riscatto e l’amarezza del presente. La vita della prostituta Lali e del protettore Carlo è solo sfiorata dalla civilizzazione di cui raccolgono le scorie, i modelli esterni e deteriori: dal cibo spazzatura dei fast food, alla droga, alla musica da bancarella… continua

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17 aprile maggio  Marghera
28 maggio Francia- Chateauvallon

Magic people show

Su un ritmo vertiginoso da commedia nera Giuseppe Montesano chiama in scena il suddito televisivo, il consumatore globale, l’uomo medio assoluto, lo schiavo della pubblicità, e poi i risanatori dell’economia nazionale, i venditori di spiagge, i venditori di aria da respirare, i venditori e i compratori di anime. Un comico, feroce e colorito avanspettacolo pop, dove gli attori scoprono le piaghe di una modernità livida e terribile… continua

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2 gennaio Castellammare di Stabia
25 aprile Latina

4-16 maggio Milano Teatro Strehler

Chiove - Miglior spettacolo d’innovazione ai Premi Olimpici del Teatro 2009

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Alla settima edizione de “i premi ETI- Gli Olimpici del Teatro” Chiove ha ottenuto il premio nella categoria Miglior spettacolo d’innovazione.
Ninni Cutaia, direttore generale dell’Ente Teatrale Italiano, ha consegnato il premio al regista Francesco Saponaro.

Chiove Prologo- Teatro Festival Italia

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Chiove su Nessuno TV

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Chiove a Roma

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Debutta a Roma, in programma al Teatro India da giovedì 4 a domenica 14 giugno, Chiove, tratto da Plou a Barcelona, del giovane autore rivelazione catalano Pau Mirò, per la regia di Francesco Saponaro. La messinscena, interpretata da Chiara Baffi (Premio UBU 2008), Enrico Ianniello e Giovanni Ludeno/Carmine Paternoster, descrive un triangolo amoroso tra una giovane prostituta, il suo fidanzato-pappone e un cliente molto speciale. Nella traduzione di Enrico Ianniello, il titolo originario si trasforma in Chiòve ed il testo adotta il napoletano come lingua di vita, con il suo bagaglio gergale istintivo e verace, per esaltare i caratteri dei personaggi e le loro intime relazioni. 
Lo spettacolo, tra i vincitori del Premio della Critica 2008, è rappresentato per la prima volta nella Capitale a conclusione di una lunga tournèe che, dall’eclatante debutto al Prologo del Teatro Festival Italia di Napoli,  l’ha proposto, con lusinghieri consensi di pubblico e critica, al Festival delle Colline Torinesi, al Teatro Strehler di Milano, al Teatro Nuovo di Napoli ed al Festival Le Standard Idéal a Parigi/Bobigny. Nello scorso mese di gennaio, Francesco Saponaro ne ha, inoltre, diretto per il Centro Dramatico Nacional la versione in spagnolo, intitolata Llueve en Barcelona, con Maria Valverde, Toni Cantò e Victor Clavijo, “sold out” per circa due mesi al teatro Valle-Inclan di Madrid.
Lo spettacolo sarà accompagnato dalla proiezione del film Chiove e dalla mostra fotografica diScena di Fabio Esposito , vernissage 4 giugno ore 18,30.

orari proiezione e spettacolo 
dal 4 al 7 ore 19,30 film; ore 21,00 spettacolo
dal 9 al 14 ore 20,30 film; ore 22,00 spettacolo

Teatro India
Via Luigi Pierantoni, 6
Roma

Chiove

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Chiove

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Un’ambientazione iperrealista, dalle originarie Ramblas di Barcellona al piccolo appartamento fatiscente nei Quartieri Spagnoli di Napoli, sposta l’intreccio di passioni dei tre protagonisti, immergendoli in una realtà sospesa tra le aspirazioni di normalità, il desiderio di riscatto e l’amarezza del presente. La vita della prostituta Lali e del protettore Carlo è solo sfiorata dalla civilizzazione di cui raccolgono le scorie, i modelli esterni e deteriori: dal cibo spazzatura dei fast food, alla droga, alla musica da bancarella. Le brame d’amore, i sogni di rivalsa sociale di Lali e la sua massima ambizione – sembrare normale – consumati dalla logorante convivenza con Carlo si ravvivano durante gli incontri mercenari con Davide. Ma la cultura e i libri, i versi dei poeti, gli aforismi dei filosofi, i quadri dei grandi musei, non si elevano oltre un meteorico vagheggiamento a margine di un rapporto mercenario e circoscritto alla lettura di un involucro di cioccolatino, nella poesia epigrafica dei Baci Perugina. [Francesco Saponaro]

“Triangolo amoroso” e desideri di riscatto da Barcellona ai Quartieri Spagnoli di Napoli

Accolto con interesse alla sua anteprima nazionale nel mese di ottobre 2007, nel Prologo del Teatro Festival Italia di Napoli, l’allestimento è stato protagonista di un singolare esperimento che ha consentito, contemporaneamente alla messa in scena teatrale, la realizzazione di un lungometraggio.
Allestito, filmato e trasmesso in tempo reale, da un appartamento/set dei Quartieri Spagnoli di Napoli, Chiòve è stato ripreso in diretta e proiettato contemporaneamente su grande schermo in varie sale di Napoli, Barcellona, Roma, Cosenza, trasmesso in internet e diffuso sul satellite da Nessuno Tv realizzando un dialogo serrato - mai tentato finora - fra teatro, cinema, televisione e web.

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giarda il video del film

di Pau Miró
traduzione di Enrico Ianniello

con
Chiara Baffi Lali
Enrico Ianniello Davide
Giovanni Ludeno, Carmine Paternoster Carlo
regia e spazio scenico Francesco Saponaro
scene Roberto Crea
costumi Roberta Nicodemo
suono Daghi Rondanini
luci Lucio Sabatino
edizione e aiuto regia Stefania Capodanno
organizzazione Maurizio Fiume
fotografo Fabio Esposito

produzione in collaborazione con Institut Ramon Llull, Obrador/sala Beckett, Dogma Televisivo, Nessuno Tv e DAMS-Università della Calabria/ArtiMeridianeLab

durata 60 minuti

* Miglior spettacolo d’innovazione agli Olimpici del Teatro 2009

De ira, viaggio all’Averno

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Di ritorno dalla Grecia, dove ha portato a termine una tournée trionfale partecipando a numerosi concorsi per attori e citaredi, Nerone fa tappa nell’amata Napoli, in una delle sue possibili o immaginarie dimore dei Campi Flegrei, sulle sponde del lago d’Averno. Con la più sprezzante indifferenza per la politica e per il senato romano che a Roma lo attende impaziente, l’istrione dissoluto, il principe incestuoso e matricida, si esibisce in un’ode a se stesso, apoteosi della personalità e dell’autoinganno. Al centro del cosiddetto ‘Tempio di Apollo’, rudere di antiche terme romane, la corte di liberti, amici e schiavi, manovrata dal delirio di onnipotenza del divino Cesare, consuma un’ordalia di uva, funghi e coiti interrotti.
Su una zattera, di fronte al ‘Tempio’, nel lago e a pochi metri dalla riva, è Seneca. Con dura eleganza sta per porre fine ai suoi giorni. Il filosofo, indotto al suicidio dal tiranno, segue il tragitto testamentario dei suoi Dialoghi morali e delle Lettere a Lucilio. Nel darsi la morte con piccoli tagli ai polsi, alle caviglie e ai garretti, con la coscienza in pace, non gli resta che ricordare, mentre il suo corpo tramonta nel vespro, la luce delle sue parole.
Una lontana melopea, canto e profezia di Sibilla, affiora da un canneto sul vago ondeggiare dell’acqua. Sibilla, donna di natura divina e ascendenza millenaria che ingannò Apollo, su una zolla di terra alla deriva lascia un’ultima testimonianza in versi e un ultimo vaticinio per divinare il breve passo dell’umanità che dimentica troppo in fretta la lezione della storia. Il suo sguardo si posa sul teatro del mondo superando la convenzione dei secoli per ricucire in un solo unico ordine visionario passato e presente.
Il suono di una contraerea prorompe d’improvviso. Il sibilo stridente di un caccia bombardiere attraversa il cielo fino a perdersi quasi del tutto non prima di aver sganciato l’ennesimo ordigno. Ci inoltriamo seguendo un sentiero che si apre nella macchia boschiva. Un giovane ufficiale abbandonato al suo destino con un manipolo di soldati ormai cadaveri lasciati a marcire in una fossa comune. È la guerra, con tutto il suo orrore. È la guerra, che lascia solo rovine, menzogne e la rabbia e il disgusto per la più atroce delle insensatezze umane, per la più stupida e scellerata delle demenze a cui ci costringono quei tiranni la cui unica attitudine è quella di precipitare l’umanità nei suoi ultimi giorni.

Francesco Saponaro

De Ira, viaggio all’Averno
versi
Igor Esposito, drammaturgia Peppino Mazzotta e Francesco Saponaro
ideazione e regia Francesco Saponaro

voce di Seneca Toni Servillo
Sibilla Licia Maglietta
Tenente Peppino Mazzotta

e con  Sean Altamura, Laura Borrelli, Annapaola Brancia D’Apricena, Valentina   Buccella, Rocco Capraro, Maria Luisa Coletta, Andrea Contaldo, Claudia Cuomo, Francesca De Nicolais, Corrado Esposito, Lisa Falzarano, Elena Fattorusso, Adriana Follieri, Rocco Giordano, Yacoubou Ibrahim, Pasquale Ioffredo, Demi Licata, Manuela Mosé, Giulia Pica, Raffaella Testa

scena Roberto Crea, Francesco Saponaro
costumi Laurianne Scimemi
luci Lucio Sabatino
suono Daghi Rondanini
assistente alla regia Raffaella Pontarelli
direzione tecnica Lello Becchimanzi

produzione Teatri Uniti e Laila

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