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Little Naples: quando New York era la seconda città d’Italia

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Little Naples: quando New York era la seconda città d’Italia è una conferenza spettacolo sull’emigrazione italiana a New York tra Otto e Novecento e su quello che ha prodotto in termini storici e sociali, ma soprattutto artistici.
È strutturata per l’appunto come una lezione tenuta da Francesco Durante, il quale dal palco, racconta la storia del grande fiume di emigranti italiani in America del Nord, aiutandosi con numerose immagini.
La lezione è inoltre arricchita da numeri teatrali eseguiti dal vivo dagli attori di Teatri Uniti e O.T.C.. Il repertorio proposto offre macchiette e canzoni italoamericane di Eduardo Migliaccio ( O Bluffo, La lengua taliana, ‘Mpareme a ‘a via d’’a casa mia), il monologo  drammatico Il pezzente di Riccardo Cordiferro, una spassosa riduzione teatrale da Il presidente Scoppetta o La Sociaetà della Madonna della Pace di Pasquale Seneca, nonché altri brani tratti dalla tradizione popolare e d’autore legata all’esperienza dell’emigrazione transoceanica.
Caratteristica di Little Naples è il suo rigore filologico, che però si sposa a un’atmosfera di grande, godibilissima verve, per un intrattenimento molto curioso e decisamente divertente

Little Naples:
quando New York era la seconda città d’Italia

Francesco Durante narratore
Enrico Ianniello attore, cantante
Tony Laudario attore, cantante
Andrea Renzi attore, cantante
Luciano Saltarelli attore, cantante
Federico Odling pianoforte
Vittorio Ricciardi flauto, clarinetto, sax

produzione Teatri Uniti, O.T.C. Onorevole Teatro Casertano

Magic People Show- rassegna stampa spagnola

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Magic People, por Gabriel Albiac/ABC.es 8/04/09
En Magic people Show, que anda ahora por la escena madrilena, hace Pino Montesano parlotear diarréicamente a un cuarteto de descerebrados. Su cráneo es hueca bóveda donde resuenan los sedantes cliches televisivos. La realidad extinta, cede lugar a algo sordido e difuso…

Entre Nápoles y Pontevedra, por J.C.Deus/ El periodista digital 05/04/09
Magic People Show es un simple espectáculo de café teatro, un show humorístico napolitano sobre las gilipoyeces de su sociedad, tan parecida a la nuestra. Basado en los artículos de Giuseppe Montesano en el diario Il Mattino, tiene talento, sutileza, gracia y mérito. Lástima que se haya quedado un tanto antiguo y no llegue a esta crisis global. Habla del Nápoles de la burbuja inmobiliaria y consumista, del turismo de masas a la Patagonia, de la omnipresencia del ‘telefonino’ (el maldito móvil). Su mayor acierto es el tono, ese tono escéptico e irónico de la crítica inteligente, que nada tiene que ver con los panfletos politizados izquierdosos que abundan en nuestros escenarios…

Cuando la risa muestra las miserias del mundo, por Julián Povedano/ El Mundo 2/04/09
Todo empezó en la sección de un periódico, como una serie de historias disparatadas sobre un mundo al revés. Después, los recortes se convirtieron en libro y finalmente nació ‘Mgic People Show, la obra teatral que, siempre agarrada al humor, ácido, negro, y a la risa sana, enseña al público la estupidez camuflada de modernidad a la que se somete sin resistencia, desde el respeto. “Me di cuenta mientras escribía de que tenía que exagerar cada vez más. La realidad perseguía al escritor con una rapidez que aturdía”, cuenta Giuseppe Montesano, el autor. Al escribir, entrevió un mundo en el que nos vamos convirtiendo en esclavos de lo mediático y del dinero, una realidad en la que se puede vender y comprar todo

Magic People Show debutta a Madrid

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Debutta a Madrid, al Teatro Maria Guerrero- Centro Dramático Nacional, la versione spagnola di Magic People Show di Giuseppe Montesano tradotto da Jordi Galcerán. In scena Enrico Ianniello, Tony laudadio, Luciano Saltarelli e Pau Mirò. Repliche fino al 3 maggio.

C’era una volta una rubrica su un quotidiano, “Il Mattino” di Napoli, che si intitolava Sottosopra: ogni settimana, per anni, ho inventato per i lettori un brulicante condominio, un universo comico e concentrazionario, dove tutto accade al contrario. Un mondo inventato? Un mondo dove quelli che rubano sono padri e mariti felici e quelli che non rubano sono denunciati dai figli; dove i ricchi che diventano ricchi vessando i poveri sono adorati dai poveri vessati che li ringraziano; dove chi consuma distruggendo è nobile e chi consuma consapevolmente fa schifo; dove l’amore è fatto di gadget alla moda e il disamore è la vera moda del giorno; dove le vacanze sono diventate coatte e bisogna fare un mutuo per pagarle; dove chi è per la legalità viene arrestato e chi è contro la legalità diventa un idolo del popolo; dove chi non si lascia corrompere è un venduto e un bugiardo, e chi si vende è un genio e un santo; dove tutto ciò che è falso è vero, e tutto ciò che è vero è falso: e così via. Un modo capovolto?…
La realtà inseguiva lo scrittore a una velocità stordente. Poi, alcuni dei racconti che avevo scritto, diventarono un libro che chiamai Magic People…

Giuseppe Montesano

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scheda spettacolo italiano

da giovedì 26 marzo a domenica 3 maggio ore 19,00
Teatro María Guerrero
Sala de la Princesa
Tamayo y Baus, 4
28004 Madrid

Magic People Show
di
Giuseppe Montesano
traduzione di Jordi Galcerán

con
Enrico Ianniello
Toni Laudadio
Luciano saltarelli
Pau Mirò

scenografia
Underworld
costumi
Laurianne Scimemi
luci
Lucio Sabatino
suono
Daghi Rondanini
foto
Antonio Suárez
Vídeo-Clip
Paz Producciones

una coproduzione Centro Dramático Nacional/ Teatri Uniti

Delitto di parodia

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‘A causa mia, il processo D’Annunzio- Scarpetta

Dopo l’installazione multimediale site-specific concepita per gli ambienti suggestivi di Castel Capuano tribunale storico di Napoli, scenario di quegli avvenimenti - durante il Napoli Teatro Festival Italia, la versione da palcoscenico ha inaugurato la prima stagione del Teatro Stabile di Napoli al Teatro San Ferdinando.

Delitto di parodia ricostruisce la vicenda del processo che vide Gabriele D’Annunzio in opposizione al commediografo ed attore napoletano Eduardo Scarpetta, accusato di aver portato sulle scene la contraffazione della tragedia pastorale La figlia di Jorio.
Nel marzo del 1904 Gabriele D’Annunzio è investito dal successo della sua ultima opera teatrale La figlia di Jorio. Nel mese di dicembre dello stesso anno, senza il permesso scritto dell’autore, Eduardo Scarpetta mette in scena al Teatro Mercadante di Napoli Il figlio di Iorio, parodia del lavoro dannunziano. Dopo qualche giorno Marco Praga, fondatore e direttore generale della Siae, presenta querela per plagio e contraffazione contro Eduardo Scarpetta in rappresentanza della Siae e del socio Gabriele D’Annunzio.
Nonostante la richiesta di non luogo a procedere del regio procuratore Giuseppe Lustig, si arriva al processo che dura quattro anni. Avvocati della difesa di Scarpetta sono Francesco Spirito e Carlo Fiorante. Per Gabriele D’annunzio, l’avvocato Ferdinando Ferri e l’Onorevole Luigi Simeoni. Dopo le perizie di parte di Benedetto Croce, per la difesa, e Salvatore Di Giacomo per la parte civile, al culmine del procedimento - davanti al presidente dell’Ottava Sezione Penale del Tribunale di Napoli, Giacquinto - il professor Enrico Cocchia, insigne latinista e filologo, presenta la perizia conclusiva. Il procedimento penale si chiude nel 1908 con l’assoluzione di Eduardo Scarpetta per inesistenza di reato.
Nella giurisprudenza italiana è la prima sentenza che si pronuncia in tema di parodia. Nonostante l’assoluzione, di lì a poco, Eduardo Scarpetta deciderà di ritirarsi dalle scene.

Napoli Teatro Festival Italia, Mercadante - Teatro Stabile di Napoli, Teatri Uniti
in collaborazione con Teatro Stabile d’Abruzzo

Delitto di Parodia
‘A causa mia, il processo D’Annunzio - Scarpetta

soggetto Antonio Vladimir Marino
drammaturgia Antonio Marfella, Antonio Vladimir Marino,
Luciano Saltarelli, Francesco Saponaro

regia Francesco Saponaro

con
Gianfelice Imparato Eduardo Scarpetta
Fortunato Cerlino Avvocato Luigi Simeoni
Marco Mario de Notaris Trivella
Giovanni Esposito Vincenzino Scarpetta | Turillo
Enrico Ianniello Coviello| Avvocato Francesco Spirito
Tony Laudadio Zeza | Avvocato Carlo Fiorante
Demi Licata Alice  
Antonio Marfella Presidente Giacquinto
Peppino Mazzotta Carminiello |Avvocato Ferdinando Ferri
Luciano Saltarelli Gennaro Pantalena |Prof. Enrico Cocchia

in cinematografo
Peppe Servillo Gabriele D’Annunzio
Andrea Renzi Marco Praga
Gino Curcione Maggiordomo
e
Enzo Moscato Salvatore Di Giacomo
Marino Niola Benedetto Croce
e
Loredana Antonelli, Iole Carola, Matilde De Feo, Mafalda De Risi,
Desirée Giorgetti, Simona Lisi, Aurora Mascheretti,
Andrea Contaldo
Peppe Cino, Enzo Palmieri
  
scene Lino Fiorito
costumi Ortensia De Francesco
luci, direzione della fotografia Cesare Accetta
suono Daghi Rondanini
elaborazioni musicali Federico Odling
  
aiuto regia Luca Martusciello, Simone Petrella
direttore di scena Carmine Guarino
assistente alle scene Dafne Forastiere
assistenti ai costumi Rossella Aprea, Katia Marcanio
ricerche d’archivio Stefania Esposito, Anna Paparo, Armando Rotondi

datore luci Lucio Sabatino
direzione tecnica Lello Becchimanzi

operatore di ripresa Alessandro Abate
montaggio Gennaro Visciano
post produzione Media Digital Studio
organizzazione Maurizio Fiume per ANANAS srl

coordinamento Flavia Cardone, Romilda D’Ambrosio, Valeria Pignatelli
amministrazione Anna Tramontano per PRONOS 94 srl

ricerche e comunicazione Rosalba Ruggeri
fotografo di scena Fabio Esposito
ufficio stampa Renato Rizzardi

scenotecnica Retroscena
sartoria Annamode | Tina Di Domenico

Lo spettacolo ha debuttato a Napoli alla riapertura del Teatro San Ferdinando il 21 ottobre 2008.

Santa Maria d’America

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Dobbiamo allo splendido libro di Francesco Durante Italoamericana lo spunto per questa nuova avventura teatrale. La sua antologia di storia e letteratura degli Italiani negli Stati Uniti ci ha mostrato per la prima volta di quale ricchezza sia costituita l’esperienza migratoria nel suo complesso. Abbiamo avuto accesso a canovacci inediti, espressione delle forme di spettacolo dei nostri connazionali rappresentate in quell’epicentro degli incontri tra culture che è stato l’East Side di New York: vaudeville, macchiette, canzoni, duetti comici, monologhi musicati (su tutti quelli memorabili del trasformista Farfariello – Migliaccio).
Da questo insieme di materiali sorprendenti abbiamo mosso i primi passi  immaginando la tragicomica vicenda dei fratelli Pizzetta, famiglia d’arte originaria di una fantomatica Santa Maria, musicisti e attori più per necessità che per vocazione. Sono dei cafoni meridionali analfabeti, estranei sia all’italiano che all’americano, la cui identità è espressa solo da un dialetto corrotto da poco inglese storpiato; lottano per la sopravvivenza esibendosi sui miseri palcoscenici della Bowery. Li cogliamo in una lunga notte trascorsa a teatro dove in seguito a una serie di fiaschi stordenti e irreali sono sul punto di farla finita con l’arte e con l’America.  Ma l’apparizione dello spettro del padre Don Ciccio Pizzetta li rimette in gioco, dall’aldilà il maestro di banda gli consegna il testo di una canzone di sicuro successo miracolosamente strappata al futuro: Nel Blu dipinto di Blu. Manca solo un piccolo dettaglio: la melodia! Si riaccendono le speranze, è la notte della grande occasione in cui si scatena una vertiginosa ridda di interferenze fantastiche, dopo Don Ciccio appaiono dal passato e dal futuro, come attratti dal fascino di quella misteriosa canzone, celebri e inquietanti figure che li gettano nel panico, trascorrendo da Lorenzo Da Ponte a Mike Bongiorno. E’ la lunga notte delle decisioni, tutta in bilico tra successo e fallimento, tra il tornare in Italia e il diventare Americani, tra la nuova musica e il vecchio repertorio tradizionale.
In un visionario gioco di teatro nel teatro si stacca tra le tante  storie di vinti, di sradicati,  storie di migrazione sostanzialmente rimosse dalla memoria del nostro paese, una vicenda migratoria immaginaria che si  proietta, su un piano fantastico, dai ruggenti anni venti agli anni cinquanta, gli anni in cui la cultura americana impone definitivamente il suo modello. Solo in questo surreale american dream i fratelli Pizzetta potrebbero essere finalmente protagonisti,  potrebbero  volare.
Persi nella curva del tempo i temi della  società dello spettacolo nel suo stadio nascente irradiano una luce seducente e maligna  fino ai nostri giorni.

Andrea Renzi

Santa Maria d’America
di Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi

con
Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi,
Marco D’amore,  Francesco Paglino, Luciano Saltarelli

regia Andrea Renzi

musiche originali di Federico Odling
eseguite in scena da Federico Odling e  Vittorio Ricciardi

suono Daghi Rondanini
luci Cesare Accetta
costumi Ortensia De Francesco
scene Lino Fiorito

una produzione Teatri Uniti e O.T.C. Onorevole Teatro Casertano
in collaborazione con
SempreApertoTeatro Garibaldi, Città di Santa Maria Capua Vetere, Regione Campania

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