Ciò che conquista della Trilogia della villeggiatura è la sua assoluta originalità, la sua perfetta architettura teatrale. Sotto i nostri occhi, nello svolgimento delle tre commedie, assistiamo, come se si trattasse di un romanzo, alla trasformazione dei personaggi in “persone” i cui destini, le cui emozioni, ci riguardano e ci toccano profondamente.
Questa trasformazione è visibile soprattutto in Giacinta, che sembra sottrarsi alla propria rappresentazione per rivolgersi, nei suoi monologhi, direttamente al pubblico, alla vita.
I preparativi per la villeggiatura, l’ansia per la partenza, il tempo disteso delle partite a carte, delle conversazioni estive, a cui seguono i silenzi malinconici del rientro in città, hanno una scansione temporale, un movimento emotivo, un migrare sentimentale fatto di attese e delusioni, di speranze e conflitti, di ottimismo ed infelicità.
I personaggi che via via incontriamo sembrano raccontarci un oggi animato dalla necessità di “esserci” piuttosto che di “essere”, da una ricerca ostinata e nevrotica della felicità, dall’incapacità di intravedere, all’orizzonte, novità che sostituiscano le abitudini.
Goldoni ci offre un’analisi lucida e cruda di questo mondo, che è anche il nostro. Un mondo in cui i sentimenti e i destini sono spesso trattati con fredda aridità, alla stregua di una partita doppia.
Toni Servillo
una produzione Teatri Uniti / Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Trilogia della villeggiatura
di Carlo Goldoni
regia Toni Servillo
Andrea Renzi Leonardo
Francesco Paglino Paolino
Rocco Giordano Cecco
Eva Cambiale Vittoria
Toni Servillo Ferdinando
Paolo Graziosi Filippo
Tommaso Ragno Guglielmo
Anna Della Rosa Giacinta
Chiara Baffi Brigida
Gigio Morra Fulgenzio
Alessandro Errico Berto
Betti Pedrazzi Sabina
Mariella Lo Sardo Costanza
Giulia Pica Rosina
Marco D’Amore Tognino
scene Carlo Sala
costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Costanza Boccardi
fotografo Fabio Esposito