Proseguendo la sua tournée internazionale Trilogia della villeggiatura ritorna in Francia: giovedì 1 e venerdì 2 aprile al Théâtre Toursky di Marsiglia e da mercoledì 7 a domenica 11 aprile al Teatro MC93 di Bobigny.
Napoli, città dai mille volti e dalle mille contraddizioni nella quale da sempre convivono vitalità e disperazione, prende vita nella voce di Toni Servillo. LETTURE NAPOLETANE è un viaggio nelle parole da Lassammo fa’ Dio… di Salvatore Di Giacomo, Fravecature di Raffaele Viviani e Vincenzo De Pretore di Eduardo De Filippo, fino alla voce contemporanea di Enzo Moscato, con il suo dialetto colto e allusivo. Ne emerge una fuga dalle icone più obsolete della napoletanità, ma insieme un bisogno perentorio di non rinunciare ad una identità sedimentata da quattro secoli di letteratura.
Letture Napoletane
con Toni Servillo
Fravecature – Raffaele Viviani Lassammo fa’ Dio – Salvatore Di Giacomo Litoranea – Enzo Moscato Vincenzo De Pretore – Eduardo de Filippo
Radio 3 ed ETI presentano l’incontro spettacolo con Toni Servillo e Teatri Uniti, trasmesso in diretta questa sera su Radio3 Rai. Dedicata alla sua grande “famiglia” teatrale, acclamata in Italia e all’estero, la serata ne racconta la storia, che è anche una parte importante della storia del nostro teatro.
Ricordi, frammenti di spettacoli, poesie, clip cinematografiche, per ripercorrere venti anni di successi e di amicizia.
mercoledì 10 febbraio ore 21,00 Teatro Valle
in diretta su Radio 3 Rai
II nostro incontro con Enzo Moscato risale a tre anni fa, quando Toni Servillo gli propose di scrivere un testo ispirato al soggiorno napoletano di Giacomo Leopardi: nel lavoro che nacque, l’atto unico lirico Partitura, emersero due temi che sarebbero stati molto importanti per noi.
Il primo era lo scontro tra la citta-tribù vagheggiata da Pasolini e quella traumatizzata dei nostri anni, rappresentato da Moscato con un’opera di infaticabile contaminazione del dialetto. La citta-tribù che un poeta può ancora evocare attraverso canti e racconti non c’è più, infatti, a Napoli, o piuttosto vi sopravvive in chiazze sempre più esigue, come le tracce di un affresco corroso dal tempo e dall’umidità. Ma questa città è un luogo immaginario che sopravvive dentro i napoletani (da molti di loro è temuto); è un luogo dell’anima riluttante ai falsi valori della modernità e indifferente alla sua seduzione. Oggi noi eleggiamo questa città fantasma a nostra patria: un verso di Partitura dedicato alla città dice: “dulce et decorum est pro patria mori, e i pe te moro”. Per nessun’altra.
L’altro tema era la scrittura di Moscato, sciolta in Partitura da ogni briglia drammaturgica. Scomparsi trama, personaggi e dialoghi, vi risuonavano delle voci libere, rispondenti a un teatro che reclama la scrittura scenica e l’incarnazione in un corpo consapevole di attore.
Entrambi i temi nutrono questo nostro nuovo incontro con Enzo Moscato. Rasoi è una rapsodia composta di brevi brani inediti, meditazioni e frammenti. Esprime ancora una volta il nostro desiderio di lavorare insieme, uniti in questo caso a un attore-poeta che amiamo.
Mario Martone
I napoletani oggi sono una grande tribù che, anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Boja, vive nel ventre di una grande città di mare. Questa tribù ha deciso -in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte- di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quella che chiamiamo la storia, o altrimenti, la modernità. La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg o nella savana i Boja (o fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto nel cuore della collettività; una negazione fatale contro cui non c’è niente da fare. Essa dà una profonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente; ma anche una profonda consolazione, perché questo rifiuto, questa negazione alla storia è giusto, è sacrosanto.
Pier Paolo Pasolini
Rasoi su testi di Enzo Moscato regia di Mario Martone e Toni Servillo
interpreti Gino Curcione
Iaia Forte
Isacco Esposito
Licia Maglietta
Marco Manchisi
Vincenza Modica
Enzo Moscato
Toni Servillo
Tonino Taiuti
scene Mario Martone costumi Metella Raboni luci Pasquale Mari suono Daghi Rondanini accompagnamento al piano Manuela La Manna, Marinella Anaclerio allestimento scenico Nando Cirelli aiuto regia Costanza Boccardi sipario realizzato dal Laboratorio Scen-Art, Napoli fotografo di scena Cesare Accetta amministrazione Anna Tramontano ufficio stampa Sergio Marra
una produzione Teatri Uniti a cura di Angelo Curti
Sono un attore e quasi sempre anche il regista degli spettacoli in cui recito. Per questo motivo dopo aver lavorato intensamente su Moliére (Il misantropo, Tartufo) ora vedo naturale il passaggio a Eduardo: entrambi uniscono nei loro testi, nei loro copioni, parola e gesto in un risultato complessivo che non esclude la regia, ma la comprende.
Eduardo è l’autore italiano che con maggior efficacia, all’interno del suo meccanismo drammaturgico, favorisce l’incontro e non la separazione tra testo e messa in scena. Affrontare le sue opere significa insinuarsi in quell’equilibrio instabile tra scrittura e oralità che rende ambiguo e sempre sorprendente il suo teatro. Seguendo con umiltà il suo insegnamento cerco nel mio lavoro di non far mai prevalere il testo sull’interpretazione, l’interpretazione sul testo, la regia sul testo e sull’interpretazione. Il profondo spazio silenzioso che c’è fra il testo, gli interpreti ed il pubblico va riempito di senso sera per sera sul palcoscenico, replica dopo replica.
Ho scelto Sabato Domenica e Lunedì perché Eduardo qui si occupa di una grande famiglia napoletana dove convivono tre diverse generazioni in un momento storico cruciale: gli albori del boom economico che imponeva in Italia un nuovo e improvviso modello di sviluppo, determinando l’affacciarsi di nuovi desideri e nuove mode, capaci di creare da una parte euforia, dall’altra un senso di confusione e di disagio per tutti. Un rivolgimento sociale e culturale che ha profondamente segnato e tuttora influenza la storia, i destini, le idee ed i costumi del nostro paese.
Toni Servillo
Sabato, Domenica e Lunedì di Eduardo De Filippo regia Toni Servillo
con
Anna Bonaiuto
Alessandra D’Elia
Toni Servillo
Roberto De Francesco
Enrico Ianniello
Gigio Morra
Monica Nappo
Betty Pedrazzi
Tony Laudadio
Marcello Romolo
Francesco Silvestri
Mariella Lo Sardo
Pierluigi Tortora
Salvatore Cantalupo
Ginestra Paladino
Antonello Cossia
Antonio Marfella
scene Toni Servillo, Daniele Spisa costumi Ortensia De Francesco luci Pasquale Mari suono Daghi Rondanini aiuto regia Francesco Saponaro direzione tecnica Lello Becchimanzi direzione di scena Teresa Cibelli
una produzione Teatri Uniti e Teatro Stabile dell’Umbira
Una storia che è la storia del teatro italiano degli ultimi vent’anni, quella di Teatri Uniti; una compagnia multiforme che ha attraversato generi e stili, tra palcoscenico e schermo. Il percorso di Teatri Uniti viene sintetizzato in una rassegna di film mentre sul palco del Valle viene riproposto uno dei più grandi successi di pubblico e critica di queste ultime stagioni, la Triogia della villeggiatura firmata da Servillo, oggi anima della compagnia, che con la sua brillante versatilità si riserva anche una dedica alla sua città con Letture Napoletane, serata tra versi e parole dei grandi poeti partenopei. Completa lo sfaccettato mosaico Licia Maglietta che, con affascinante ironia, affronta il triplice ruolo di regista-attrice-scenografa in Manca solo la domenica, spassosa e crudele trasposizione del romanzo Pazza è la luna di Silvana Grasso.
Dopo il successo di Varsavia, la Trilogia della villeggiatura giunge a Madrid. Lo spettacolo sarà in scena dal 25 al 29 novembre al Teatros del Canal per il Festival de Otoňo.
In questa occasione l’Ambasciatore d’Italia, Pasquale Terracciano, consegnerà un premio alla carriera a Toni Servillo. La consegna avverrà il 23 novembre durante la serata inaugurale del Festival del Cinema Italiano, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrtid.
il meglio della carriera di Toni Servillo- guarda il video
Ciò che conquista della Trilogia della Villeggiatura è la sua assoluta originalità, la sua perfetta architettura teatrale. Sotto i nostri occhi, nello svolgimento delle tre commedie, assistiamo, come se si trattasse di un romanzo, alla trasformazione dei personaggi in “persone” i cui destini, le cui emozioni, ci riguardano e ci toccano profondamente. continua…
15- 16 novembre Ascoli Piceno Teatro Ventidio Basso
19-20 novembre Polonia- Varsavia Teatro Nazionale
25-29 novembre Spagna- Madrid Teatros Del canal
2 dicembre Spagna Bilbao Teatro Arriaga
4 dicembre Spagna Santander Palacio de Cantabria
6 dicembre Spagna valladolid
9 dicembre Spagna Pamplona Auditorium Baluarte
11 dicembre Spagna Girona Teatro de Girona
15- 20 dicembre Imola Teatro dell’Osservanza
22- 23 dicembre Castelfiorentino Teatro del Popolo
9- 10 gennaio La Spezia Teatro Civico
12-16 gennaio Francia Lyon Theatre De Celestine
19- 31 Catania Teatro Ambasciatori
2- 14 febbraio Roma Teatro Valle
16- 17 febbraio Foggia Teatro del Fuoco
18 febbraio San Severo Teatro Verdi
19 21 febbraio Barletta Teatro Curci
23- 28 febbraio Genova Teatro della Corte
2-7 marzo Firenze Teatro della Pergola
9-10 marzo Legnago Teatro Salieri
11- 14 marzo Trento Teatro Sociale
16-18 marzo Rimini Teatro Novelli
19-21 marzo Faenza Teatro Masini
23-28 marzo Trieste Teatro Rossetti
1-2 aprile Francia Marsiglia
7-11 aprile Francia Parigi Teatro MC93
29-30 maggio Turchia Istanbul Harbiye Theatre