Tag Archive | "Tony Laudadio"

In scena al Piccolo Teatro Strehler Magic People Show

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Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica della fortunata tournèe in Spagna nello scorso anno, che ha fatto registrare il tutto esaurito al Teatro Maria Guerrero di Madrid per oltre un mese e mezzo di rappresentazioni, lo spettacolo prodotto insieme ad O.T.C. Onorevole Teatro Casertano debutta al Teatro Strehler martedì 4 maggio. 
Magic People Show, restituisce, nella furia del grottesco e nella violenza del paradosso, lo sfascio sociale, la deriva morale, l’esausta tolleranza di un popolo formato da sudditi della televisione, consumatori globali, schiavi della pubblicità, venditori di spiagge e di aria,  risanatori dell’economia nazionale, in un compendio estremamente lucido, quanto disarmante, delle possibili tipologie umane del nostro tempo. 
In scena quattro attori su un tavolino da salotto, gomito a gomito come sardine in una scatola mentale, per ricreare sia la sensazione della mancanza di spazio interiore del condominio coatto, che per restituire il senso di nevrotico sovraffollamento del condominio globale. A loro il compito di dare vita al pullulare comico di personaggi demenziali, “lasciati liberi di sproloquiare ed esprimersi in tutta la loro ridicola e ripugnante miseria, per poter comprendere appieno che  diventare disumani, cretini, servi e morti in vita non è normale, e, per fortuna, non tutti lo fanno”.

promo
scheda spettacolo

Teatro Strehler
Largo Greppi
20121 Milano

tournée 2009/10 Chiove e Magic people show

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Chiove

Un’ambientazione iperrealista, dalle originarie Ramblas di Barcellona al piccolo appartamento fatiscente nei Quartieri Spagnoli di Napoli, sposta l’intreccio di passioni dei tre protagonisti, immergendoli in una realtà sospesa tra le aspirazioni di normalità, il desiderio di riscatto e l’amarezza del presente. La vita della prostituta Lali e del protettore Carlo è solo sfiorata dalla civilizzazione di cui raccolgono le scorie, i modelli esterni e deteriori: dal cibo spazzatura dei fast food, alla droga, alla musica da bancarella… continua

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17 aprile maggio  Marghera
28 maggio Francia- Chateauvallon

Magic people show

Su un ritmo vertiginoso da commedia nera Giuseppe Montesano chiama in scena il suddito televisivo, il consumatore globale, l’uomo medio assoluto, lo schiavo della pubblicità, e poi i risanatori dell’economia nazionale, i venditori di spiagge, i venditori di aria da respirare, i venditori e i compratori di anime. Un comico, feroce e colorito avanspettacolo pop, dove gli attori scoprono le piaghe di una modernità livida e terribile… continua

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2 gennaio Castellammare di Stabia
25 aprile Latina

4-16 maggio Milano Teatro Strehler

Šostakovic il folle santo

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Studio teatrale ispirato alla vita e all’opera del compositore russo Dmitrij Šostakovič. Melologo in cui si fondono vita privata, musica e riflessioni sul rapporto cruciale tra artista e potere. Un’accalorata confessione, ricostruita a partire da un ampio epistolario e da alcune prestigiose biografie, da cui emerge un complesso mondo interiore venato di malinconica ironia che rimanda ai racconti della letteratura russa.
Figura tra le più rappresentative e profetiche del Novecento, Šostakovič subisce la crudeltà di uno stato repressivo che tenta con la ferocia e con l’inganno di espropriare e manipolare la cultura. Infaticabile compositore, schivo, introverso, segretamente tormentato dai fantasmi della persecuzione politica, vive i suoi giorni all’ombra del tiranno. La sua eccellente complessità di compositore regala al futuro l’esempio di una musica toccante e universale che fonde, nonostante tutto, ironia e tragedia, tormento e gioia.

Šostakovič il folle santo
drammaturgia
Antonio Ianniello, Francesco Saponaro
regia e spazio scenico Francesco Saponaro

con Tony Laudadio

suono Daghi Rondanini
luci Lucio Sabatino
costumi Rossella Aprea
aiuto regia Simone Petrella
direzione tecnica Lello Becchimanzi

colonna sonora  Dmitrij Šostakovič
Sonata per Viola, I mov. - Sinfonia n°7, I mov. - Quartetto n°8, III mov. - Quartetto n° 3, III mov. - Jazz suite n°1, II mov. Polka - Sinfonia n°9, II mov. - Quartetto n°7, III mov. - Quartetto n°3, V mov. - Sinfonia n° 8, III e IV mov.

ringraziamenti Mercadante- Teatro Stabile di Napoli, Silvana De Vidovich

Little Naples: quando New York era la seconda città d’Italia

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Little Naples: quando New York era la seconda città d’Italia è una conferenza spettacolo sull’emigrazione italiana a New York tra Otto e Novecento e su quello che ha prodotto in termini storici e sociali, ma soprattutto artistici.
È strutturata per l’appunto come una lezione tenuta da Francesco Durante, il quale dal palco, racconta la storia del grande fiume di emigranti italiani in America del Nord, aiutandosi con numerose immagini.
La lezione è inoltre arricchita da numeri teatrali eseguiti dal vivo dagli attori di Teatri Uniti e O.T.C.. Il repertorio proposto offre macchiette e canzoni italoamericane di Eduardo Migliaccio ( O Bluffo, La lengua taliana, ‘Mpareme a ‘a via d’’a casa mia), il monologo  drammatico Il pezzente di Riccardo Cordiferro, una spassosa riduzione teatrale da Il presidente Scoppetta o La Sociaetà della Madonna della Pace di Pasquale Seneca, nonché altri brani tratti dalla tradizione popolare e d’autore legata all’esperienza dell’emigrazione transoceanica.
Caratteristica di Little Naples è il suo rigore filologico, che però si sposa a un’atmosfera di grande, godibilissima verve, per un intrattenimento molto curioso e decisamente divertente

Little Naples:
quando New York era la seconda città d’Italia

Francesco Durante narratore
Enrico Ianniello attore, cantante
Tony Laudario attore, cantante
Andrea Renzi attore, cantante
Luciano Saltarelli attore, cantante
Federico Odling pianoforte
Vittorio Ricciardi flauto, clarinetto, sax

produzione Teatri Uniti, O.T.C. Onorevole Teatro Casertano

Le false confidenze

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L’amore ostacolato dall’interesse, dagli intrighi, soffocato dal denaro: è questo l’argomento più che mai attuale di questa bellissima commedia. Ma l’attualità evidentemente non è il solo motivo che mi ha spinto ad affrontarla, è la modernità del suo linguaggio ad avermi affascinato in modo irresistibile. Tutto è detto in maniera semplice, chiara, diretta, ma questa limpidità corrispondono spesso zone oscure, torbide, ambigue, che creano intoppo alla vicenda una atmosfera fatta di attese e di trepidazione.
Proprio quando i personaggi sembrano affidarsi con più disinvoltura alle parole, emerge ciò che non dicono o tentano di nascondere; alludono continuamente, e questo fa si che i silenzi, le interruzioni, le pause diventino più espressive di qualsiasi discorso. Alla commedia di parole se ne affianca una fatta di comportamenti, reazioni, volti, sguardi. L’adattamento del testo allora si è svolto proprio in questa direzione: porzioni di dialogo o brevi scene, li ho interpretati come fossero didascalie che mi aiutassero ad orientarmi nelle pieghe più silenziose del testo.
Naturalmente la verifica di tutto ciò sta nel lavoro con gli attori; e del resto Marivaux lo sapeva bene quando affidava i suoi testi ai comici italiani di stanza a Parigi: a loro chiedeva di risollecitarli partendo proprio dalle improvvisazioni in palcoscenico. Come sempre è li che si gioca la partita.

Toni Servillo

Le false confidenze
di
Marivaux
traduzione Cesare Garboli

regia Toni Servillo

Araminte Anna Bonaiuto
Dorante Andrea Renzi
Signor Remy Mario Scarpetta
Signora Argante Annamaria Ackermann
Arlecchino Tony Laudadio
Dubois Toni Servillo
Marton Monica Nappo
il conte Francesco Silvestri
un garzone di bottega Enrico Ianniello

luci
Pasquale Mari
suono
Daghi Rondanini
costumi
Ortensia De Francesco
progetto scenotecnico
Daniele Spisa
aiuto regia
Costanza Boccardi
direzione tecnica
Lello Becchimanzi
direzione di scena
Teresa Cibelli
capo elettricista
Lucio Sabatino
macchinista costruttore
Edoardo Ridi
oggetti di scena
Angelita Borgheresi
sarta
Paola De Luca
ufficio stampa
Sergio Marra
foto di scena
Monica Biancardi
 
una produzione Teatri Uniti a cura di Angelo Curti in collaborazione con E.A.R. Teatro di Messina

Magic People Show- rassegna stampa spagnola

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Magic People, por Gabriel Albiac/ABC.es 8/04/09
En Magic people Show, que anda ahora por la escena madrilena, hace Pino Montesano parlotear diarréicamente a un cuarteto de descerebrados. Su cráneo es hueca bóveda donde resuenan los sedantes cliches televisivos. La realidad extinta, cede lugar a algo sordido e difuso…

Entre Nápoles y Pontevedra, por J.C.Deus/ El periodista digital 05/04/09
Magic People Show es un simple espectáculo de café teatro, un show humorístico napolitano sobre las gilipoyeces de su sociedad, tan parecida a la nuestra. Basado en los artículos de Giuseppe Montesano en el diario Il Mattino, tiene talento, sutileza, gracia y mérito. Lástima que se haya quedado un tanto antiguo y no llegue a esta crisis global. Habla del Nápoles de la burbuja inmobiliaria y consumista, del turismo de masas a la Patagonia, de la omnipresencia del ‘telefonino’ (el maldito móvil). Su mayor acierto es el tono, ese tono escéptico e irónico de la crítica inteligente, que nada tiene que ver con los panfletos politizados izquierdosos que abundan en nuestros escenarios…

Cuando la risa muestra las miserias del mundo, por Julián Povedano/ El Mundo 2/04/09
Todo empezó en la sección de un periódico, como una serie de historias disparatadas sobre un mundo al revés. Después, los recortes se convirtieron en libro y finalmente nació ‘Mgic People Show, la obra teatral que, siempre agarrada al humor, ácido, negro, y a la risa sana, enseña al público la estupidez camuflada de modernidad a la que se somete sin resistencia, desde el respeto. “Me di cuenta mientras escribía de que tenía que exagerar cada vez más. La realidad perseguía al escritor con una rapidez que aturdía”, cuenta Giuseppe Montesano, el autor. Al escribir, entrevió un mundo en el que nos vamos convirtiendo en esclavos de lo mediático y del dinero, una realidad en la que se puede vender y comprar todo

Magic People Show debutta a Madrid

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Debutta a Madrid, al Teatro Maria Guerrero- Centro Dramático Nacional, la versione spagnola di Magic People Show di Giuseppe Montesano tradotto da Jordi Galcerán. In scena Enrico Ianniello, Tony laudadio, Luciano Saltarelli e Pau Mirò. Repliche fino al 3 maggio.

C’era una volta una rubrica su un quotidiano, “Il Mattino” di Napoli, che si intitolava Sottosopra: ogni settimana, per anni, ho inventato per i lettori un brulicante condominio, un universo comico e concentrazionario, dove tutto accade al contrario. Un mondo inventato? Un mondo dove quelli che rubano sono padri e mariti felici e quelli che non rubano sono denunciati dai figli; dove i ricchi che diventano ricchi vessando i poveri sono adorati dai poveri vessati che li ringraziano; dove chi consuma distruggendo è nobile e chi consuma consapevolmente fa schifo; dove l’amore è fatto di gadget alla moda e il disamore è la vera moda del giorno; dove le vacanze sono diventate coatte e bisogna fare un mutuo per pagarle; dove chi è per la legalità viene arrestato e chi è contro la legalità diventa un idolo del popolo; dove chi non si lascia corrompere è un venduto e un bugiardo, e chi si vende è un genio e un santo; dove tutto ciò che è falso è vero, e tutto ciò che è vero è falso: e così via. Un modo capovolto?…
La realtà inseguiva lo scrittore a una velocità stordente. Poi, alcuni dei racconti che avevo scritto, diventarono un libro che chiamai Magic People…

Giuseppe Montesano

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scheda spettacolo italiano

da giovedì 26 marzo a domenica 3 maggio ore 19,00
Teatro María Guerrero
Sala de la Princesa
Tamayo y Baus, 4
28004 Madrid

Magic People Show
di
Giuseppe Montesano
traduzione di Jordi Galcerán

con
Enrico Ianniello
Toni Laudadio
Luciano saltarelli
Pau Mirò

scenografia
Underworld
costumi
Laurianne Scimemi
luci
Lucio Sabatino
suono
Daghi Rondanini
foto
Antonio Suárez
Vídeo-Clip
Paz Producciones

una coproduzione Centro Dramático Nacional/ Teatri Uniti

Magic People Show

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Nel futuro basterà leggere questo romanzo per capire l’Italia contemporanea, sommersa da griffe, leasing e spot.

Filippo La Porta

Su un ritmo vertiginoso da commedia nera Giuseppe Montesano chiama in scena il suddito televisivo, il consumatore globale, l’uomo medio assoluto, lo schiavo della pubblicità, e poi i risanatori dell’economia nazionale, i venditori di spiagge, i venditori di aria da respirare, i venditori e i compratori di anime. Un comico, feroce e colorito avanspettacolo pop, dove gli attori scoprono le piaghe di una modernità livida e terribile, dove il caldo è soffocante e i black out continui. In un crescendo che mescola l’opera buffa e il dramma si scoperchia allora il formicaio brulicante di questo show postmoderno, dove vive un Popolo Magico fatto di ridicoli mostri drogati dal sogno del denaro, di prigionieri illusi di essere liberi, di gaudenti che hanno seppellito la passione e l’amore.
Un ilare e tragico romanzo teatrale dell’Italia malata di questi ultimi anni.

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una produzione Teatri Uniti / O.T.C. Onorevole Teatro Casertano

dal romanzo di Giuseppe Montesano
messo in scena da
Enrico Ianniello, Tony Laudadio
Andrea Renzi, Luciano Saltarelli

oggetti di scena Underworld
costumi Laurianne Scimemi
luci Lucio Sabatino
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Francesco Paglino
drammaturgia Giuseppe Montesano

consulta la rassegna stampa

Dal 1997, con il fortunato allestimento di Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard, Enrico Ianniello, Tony Laudadio e Andrea Renzi collaborano stabilmente. All’interno di Teatri Uniti, hanno costituito uno studio che sta dando vita ad un percorso caratterizzato da un‘attenzione decisa verso un repertorio contemporaneo. Magic People Show (2006) è la tappa più recente di questo tracciato ed insieme a Pinocchio (2001) e Santa Maria d’America (2004) disegna una singolare trilogia su tre momenti cardine della storia d’Italia.

Magic People Show

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Delitto di parodia

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‘A causa mia, il processo D’Annunzio- Scarpetta

Dopo l’installazione multimediale site-specific concepita per gli ambienti suggestivi di Castel Capuano tribunale storico di Napoli, scenario di quegli avvenimenti - durante il Napoli Teatro Festival Italia, la versione da palcoscenico ha inaugurato la prima stagione del Teatro Stabile di Napoli al Teatro San Ferdinando.

Delitto di parodia ricostruisce la vicenda del processo che vide Gabriele D’Annunzio in opposizione al commediografo ed attore napoletano Eduardo Scarpetta, accusato di aver portato sulle scene la contraffazione della tragedia pastorale La figlia di Jorio.
Nel marzo del 1904 Gabriele D’Annunzio è investito dal successo della sua ultima opera teatrale La figlia di Jorio. Nel mese di dicembre dello stesso anno, senza il permesso scritto dell’autore, Eduardo Scarpetta mette in scena al Teatro Mercadante di Napoli Il figlio di Iorio, parodia del lavoro dannunziano. Dopo qualche giorno Marco Praga, fondatore e direttore generale della Siae, presenta querela per plagio e contraffazione contro Eduardo Scarpetta in rappresentanza della Siae e del socio Gabriele D’Annunzio.
Nonostante la richiesta di non luogo a procedere del regio procuratore Giuseppe Lustig, si arriva al processo che dura quattro anni. Avvocati della difesa di Scarpetta sono Francesco Spirito e Carlo Fiorante. Per Gabriele D’annunzio, l’avvocato Ferdinando Ferri e l’Onorevole Luigi Simeoni. Dopo le perizie di parte di Benedetto Croce, per la difesa, e Salvatore Di Giacomo per la parte civile, al culmine del procedimento - davanti al presidente dell’Ottava Sezione Penale del Tribunale di Napoli, Giacquinto - il professor Enrico Cocchia, insigne latinista e filologo, presenta la perizia conclusiva. Il procedimento penale si chiude nel 1908 con l’assoluzione di Eduardo Scarpetta per inesistenza di reato.
Nella giurisprudenza italiana è la prima sentenza che si pronuncia in tema di parodia. Nonostante l’assoluzione, di lì a poco, Eduardo Scarpetta deciderà di ritirarsi dalle scene.

Napoli Teatro Festival Italia, Mercadante - Teatro Stabile di Napoli, Teatri Uniti
in collaborazione con Teatro Stabile d’Abruzzo

Delitto di Parodia
‘A causa mia, il processo D’Annunzio - Scarpetta

soggetto Antonio Vladimir Marino
drammaturgia Antonio Marfella, Antonio Vladimir Marino,
Luciano Saltarelli, Francesco Saponaro

regia Francesco Saponaro

con
Gianfelice Imparato Eduardo Scarpetta
Fortunato Cerlino Avvocato Luigi Simeoni
Marco Mario de Notaris Trivella
Giovanni Esposito Vincenzino Scarpetta | Turillo
Enrico Ianniello Coviello| Avvocato Francesco Spirito
Tony Laudadio Zeza | Avvocato Carlo Fiorante
Demi Licata Alice  
Antonio Marfella Presidente Giacquinto
Peppino Mazzotta Carminiello |Avvocato Ferdinando Ferri
Luciano Saltarelli Gennaro Pantalena |Prof. Enrico Cocchia

in cinematografo
Peppe Servillo Gabriele D’Annunzio
Andrea Renzi Marco Praga
Gino Curcione Maggiordomo
e
Enzo Moscato Salvatore Di Giacomo
Marino Niola Benedetto Croce
e
Loredana Antonelli, Iole Carola, Matilde De Feo, Mafalda De Risi,
Desirée Giorgetti, Simona Lisi, Aurora Mascheretti,
Andrea Contaldo
Peppe Cino, Enzo Palmieri
  
scene Lino Fiorito
costumi Ortensia De Francesco
luci, direzione della fotografia Cesare Accetta
suono Daghi Rondanini
elaborazioni musicali Federico Odling
  
aiuto regia Luca Martusciello, Simone Petrella
direttore di scena Carmine Guarino
assistente alle scene Dafne Forastiere
assistenti ai costumi Rossella Aprea, Katia Marcanio
ricerche d’archivio Stefania Esposito, Anna Paparo, Armando Rotondi

datore luci Lucio Sabatino
direzione tecnica Lello Becchimanzi

operatore di ripresa Alessandro Abate
montaggio Gennaro Visciano
post produzione Media Digital Studio
organizzazione Maurizio Fiume per ANANAS srl

coordinamento Flavia Cardone, Romilda D’Ambrosio, Valeria Pignatelli
amministrazione Anna Tramontano per PRONOS 94 srl

ricerche e comunicazione Rosalba Ruggeri
fotografo di scena Fabio Esposito
ufficio stampa Renato Rizzardi

scenotecnica Retroscena
sartoria Annamode | Tina Di Domenico

Lo spettacolo ha debuttato a Napoli alla riapertura del Teatro San Ferdinando il 21 ottobre 2008.

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