Mi sembra che con Zingari Viviani decida che la realtà da lui conosciuta e sondata fino in fondo nei lavori precedenti non gli basti più. Si fa visionario per un atto di ribellione alla realtà stessa che gli si presenta troppo limitata e quindi addirittura irreale.
E’ singolare che questa evasione dalla realtà, dal mondo così com’è, ci venga dal cantore della Napoli sottoproletaria, plebea, con tutto il suo universo di comportamenti e superstizioni. Il Viviani “realista” qui si impadronisce della nostra immaginazione e ci tiene come in uno stato di ipnosi, e per fare ciò decide di occuparsi di un gruppo emarginato di zingari con le loro magie e fatture. Un gruppo, si badi bene, di nomadi dediti alla stregoneria, ma pur sempre un gruppo di poveri cristi!
Mettere in scena Viviani significa per me, per gli attori e per i collaboratori tutti di questo spettacolo, dare rilievo ai corpi e allo stesso luogo fisico del teatro, guardando alla tradizione non in termini di vuota maniera ma come ad una forma che resiste nel tempo se è nutrita di contenuti attuali, che ci parlino del presente per come è.
Toni Servillo
Zingari
di Raffele Viviani
scene e regia Toni Servillo
in ordine di apparizione
Tonino Taiuti ‘o figlio d’ ‘a Madonna
Toni Servillo ‘o Diavulone, capo tribù
Maurizio Bizzi ‘o Guaglione
Anna Romano Palomma
Mariella Lo Sardo ‘a Tatuata
Gino Corcione Pupella
Lucia Ragni ‘a Fattucchiara
Riccardo Zinna Guarracino
Iaia Forte Marella
Toni Laudadio il Medico
costumi
Ortensia De Francesco
interventi pittorici
Lino Fiorito
luci
Pasquale Mari
suono
Daghi Rondanini
aiuto regia
Costanza Boccardi
direzione tecnica
Lello Becchimanzi
allestimento scenico
Maria Izzo, Gigi Mattiazzi
capo elettricista
Gigi Sabatino
ufficio stampa
Sergio Marra
Chiara Bachetti
foto di scena
Cesare Accetta, Aessandra D’Elia, Tilde De Tullio
una coproduzione Teatri Uniti CRT, Centro di Ricerca per il Teatro
a cura di Angelo Curti
Prime rappresentazioni
Napoli, 7 ottobre 1993, Galleria Toledo
Milano, 28 ottobre 1993, Teatro della 14.a
immagine di
Vincenzo Gemito Ritratto di Anna Gemito (da un disegno lacerato)
Collezione Minozzi



